Vaccino antinfluenzale: "Lombardia ancora in ritardo, così rischiamo il caos sanitario"

A Milano il consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli presenta una mozione (bocciata) per far vaccinare anche gli operatori sanitari del settore privato

Nove gare d'appalto andate a vuoto, e così in Lombardia i vaccini contro l'influenza ancora nono sono arrivati. A denunciarlo è il consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli, che intervistato da Miano Today spiega i motivi (e le possibili conseguenze) di un ritardo che sta ormai diventando una vera e propria corsa contro il tempo.

"Il ministero della Salute ha detto alle Regioni di iniziare le vaccinazioni ai primi di ottobre - spiega Usuelli - Nonostante questo Regione Lombardia è ancora in ritardo sull'approvvigionamento delle dosi necessarie per vaccinare i lombardi e stiamo seriamente rischiando che i vaccini arrivino fuori tempo massimo. La conseguenza potrebbe essere un caos sanitario in tutta la regione, poiché i sintomi dell'influenza e quelli del Covid-19 non sono distinguibili e rischiamo di avere una sacco di gente sottoposta a tampone per un semplice raffreddore, con i laboratori per le analisi completamente intasati a causa dell'altissimo numero di test da vagliare".

Caos anche sulle categorie da vaccinare per prime. Durante il consiglio regionale di martedì 6 ottobre, infatti, +Europa ha presentato una mozione per chiedere che anche gli operatori sanitari del settore privato siano tra i primi a ricevere il vaccino, mozione tuttavia bocciata in sede di votazione: "Quelli che durante il lockdown erano considerati eroi, poi di fatto non sono stati trattati come tali. Escludere quegli operatori sanitari dalle categorie con precedenza significherebbe esporre i pazienti degli ospedali privati a un altissimo rischio di contagio".

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