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L'opera contro il femminicidio devastata per 10 volte dai vandali

L'installazione "Scarpette Rosse", lungo il Ponte dell'Ortica a Milano, è stata più volte danneggiata da ignoti che hanno deturpato i cartelli con le storie delle vittime di violenza di genere

Lo scorso 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, era stata inaugurata lungo il Ponte dell'Ortica, ma per l'opera di Elena Cerasetti "Scarpette Rosse" sembra non esserci pace. Quasi come dei veri e propri stalker, ignoti vandali hanno danneggiato per ben 10 volte l'installazione , staccando dalle pareti del ponte le scarpette incollate per simboleggiare le donne vittime di femminicidio, e imbrattando i pannelli che ne raccontano le vite e la tragica scomparsa.

"Purtroppo qui le telecamera non si possono mettere - spiega Elena, drammaturga e volontaria dell'associazione Or.Me. (Ortica Memoria), promotrice dell'opera - Da autrice mi sento come vittima di un abuso, perché quei cartelli e quelle scarpe, per me, sono quelle donne uccise dai propri compagni, amici o parenti. Questa lunga serie di atti vandalici, che dura in modo continuativo dall'inaugurazione a oggi, è l'ennesima dimostrazione di quanto in questo paese permanga una mentalità fortemente patriarcale che, se si ha voglia di guardare, si rivela in molti aspetti della nostra vita quotidiana. E non si tratta di appartenere a un certo ceto sociale o di essere poco istruiti. I carnefici sono spesso avvocati, medici, laureati, e abitano nel nord ricco, non nel sud povero: sono in Lombardia, in Emilia, in Veneto e in Piemonte. Sono i nostri padri, i nostri fratelli e i nostri mariti, e quelle sono le nostre figlie, le nostre sorelle e le nostre mogli. Per questo il problema ci riguarda".

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