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Rivendevano vestiti destinati ai poveri, arrestati. Le immagini del blitz

 

Ecco le immagini delle telecamere nascoste posizionate dai carabinieri che hanno registrato le varie fasi del "traffico".

In manette Carmine Scarano, cinquantasei anni, che materialmente gestiva tutto il traffico illecito di "rifiuti" (come sono considerati i vestiti usati), titolare della Nuova Tessil Pezzame Sas di Solaro (Milano), e Guglielmo Giusti, sessant'anni, vice presidente della Onlus con sede nella sua abitazione di Savona.

Vestiti usati, parlano i carabinieri

Il metodo era semplice. Dapprima erano stati collocati cassonetti in tutta la Brianza, nella città di Milano e nelle province di Alessandria, Novara e Udine, sfruttando il marchio della Onlus il cui presidente era del tutto consapevole della reale attività. Cassonetti che, come si diceva, nella quasi totalità non avevano l'autorizzazione comunale (nonostante questo, i Comuni - un centinaio - non si erano mai accorti della presenza di queste strutture irregolari).

Un altro sistema consisteva nella distribuzione di sacchetti vuoti nei quartieri per la raccolta porta a porta. Il ritiro degli abiti veniva effettuato da dipendenti della Nuova Tessil Pezzame o da padroncini, con il compenso di 25 centesimi per ogni chilo di vestiti ritirato. Sei persone in tutto, sottoposte all'obbligo di dimora. Gli abiti venivano quindi raccolti nella sede dell'azienda a Solaro e caricati su container.

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