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Drogata e poi stuprata, ecco il momento ripreso dalle telecamere del pub

 

Si era fidata di un amico, con lui era andata a bere qualcosa in un pub insieme ad altri due ragazzi. Ma quella sera, era il 13 aprile 2017, nel cocktail le hanno messo la cosiddetta "droga dello stupro".

Si tratta di benzodiazepine, una sostanza presente in alcuni psicofarmaci che se assunta in sostanze elevate può essere molto pericolosa portando alla totale perdita della coscienza. E così è andata.

La ragazza, una 21enne italiana, è stata prima drogata e poi portata a casa di uno dei ragazzi. Tutto premeditato. Qui, per l'intera notte, l'hanno violentata a turno. Quando al mattino si è risvegliata, dolorante e in stato confusionale, ha cercato di ricordare cosa le fosse accaduto.

Gli "amici" l'hanno addirittura rimproverata dicendole che quella sua condizione era dovuta all'uso di cocaina nella notte appena trascorsa. Ma la ragazza sapeva di non averne fatto uso, a tratti riusciva anche a ricordare qualche passaggio di quella terribile notte. E così ha deciso di sporgere denuncia dai carabinieri.

Per i militari dell'Arma non è stato semplice risalire ai responsabili. Grazie al dna trovato con i tamponi vaginali, fatti già la mattina dopo lo stupro quando la ragazza è stata condotta in ospedale, si è riusciti ad avere una prima base su cui continuare le indagini.

Determinanti poi le telecamere, di alta qualità, presenti nel pub. Le immagini, nitide, hanno chiarito la dinamica di quella sera e incastrato i responsabili. Si tratta di tre italiani di 47, 28 e 21 anni. I primi due hanno precedenti penali specifici.

Il loro arresto è stato il coronamento delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Porta Monforte, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e dal pm Gianluca Prisco.

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