Guaiana, l'attivista arrestato a Mosca: "Liberato anche grazie alle pressione della stampa"

Yuri Guaiana, attivista italiano per i diritti Lgbt arrestato giovedì a Mosca ed esponente radicale, ha tenuto una conferenza stampa a Milano (la sua città) la mattina del 12 maggio nella sede dell'Associazione Radicale Enzo Tortora: ha ringraziato la stampa per la vicinanza dimostrata e ha accusato il regime di Putin definendolo autoritario: «Sono stato trattato bene, ma il mio pensiero va a quelle minoranze che in Russia e in Cecenia non hanno alcun diritto».

I Radicali chiedono ora un intervento da parte del Consiglio europeo (organismo di cui fa parte anche la Federazione Russa), del Parlamento europeo (che ha suoi osservatori in Russia) e del governo italiano per assicurare che Mosca rispetti i trattati da lei stessa firmati e, nel frattempo, gli omosessuali ceceni possano, se lo vogliono, espatriare anche in Italia ottenendo lo status di rifugiati: un'opzione per la quale alcuni governi europei si sono già mossi. 

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