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Caccia ai cani killer, ma si sapeva già del pericolo

Un mensile di zona, "Il Rile", nel 2008 pubblicò un lungo articolo pieno di segnalazioni. "Abbiamo una cartella piena di esposti", dicevano i vigili. E anche di recente i residenti avevano denunciato aggressioni

Cani pericolosi a Muggiano: c'erano state segnalazioni

Il sindaco Pisapia promette che qualcuno pagherà per l'assalto del branco di cani contro Giacomo Gnudi, il 74enne residente a Milano da pochi anni ma a lungo abitante in provincia di Como che venerdì pomeriggio ha trovato sulla sua strada gli animali ed è stato letteralmente dilaniato.

A Muggiano per tutta la giornata di sabato è stata caccia ai cani killer. Due sono stati quasi sicuramente individuati ma le operazioni non si fermano. Il fatto che il primo cane sia stato avvistato in un'area recintata ha portato gli investigatori a cercare i proprietari di orti e cascine della zona, in modo da capire se si trattasse davvero di cani randagi o no.

I veterinari italiani, intanto, tramite la loro associazione (l'Anmvi), prendono una durissima posizione e invitano il ministro della salute Balduzzi a colmare un vuoto legislativo: "Non sono vigenti - spiegano in un comunicato - norme efficaci per la tutela dell'incolumità pubblica". I medici veterinari propongono "azioni urgenti di contenimento della riproduzione" dei randagi, come prevede anche una convenzione europea adottata dall'Italia.

IL SEGRETO DI PULCINELLA

A Muggiano però non c'è solo paura. Alcuni residenti rivelano che avevano già denunciato episodi preoccupanti. Questo punto farà discutere. Oggi Manfredi Palmeri, consigliere comunale del Nuovo Polo, ha dichiarato che "deve emergere presto un dato rilevante: a chi fu fatta la denuncia da parte dei residenti in merito alla pericolosità del branco di cani? E quali azioni conseguenti sono state intraprese?".

Un punto importante da chiarire è se quei cani fossero davvero randagi. L'Associazione italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente (Aidaa) sostiene che "da anni a Milano non si registra la presenza di branchi di cani randagi": occorre quindi capire se i cani non siano di proprietà di qualcuno, e se addirittura non siano stati addestrati per aggredire. Del resto Chiara Bisconti, l'assessore con delega agli animali, ha spiegato nella giornata di sabato che nel 2012 l'Asl ha effettuato 23 catture di cani randagi, e che "solo la metà dei cani a Milano possiede il microchip".

Riccardo De Corato (Pdl) e la Lega Nord sembrano ad esempio sicuri che i cani provengano dal campo rom di via Martirano. "Non mi meraviglia - ha dichiarato l'ex vicesindaco - che questo sia avvenuto a poca distanza dal campo nomadi di Martirano, visto che è usuale vedere gironzolare intorno a questi insediamenti cani di grossa taglia randagi che vengono utilizzati come cani da combattimento per scommesse dagli stessi nomadi". Tuttavia i nomadi del campo avrebbero dichiarato di avere a loro volta paura dei cani che a volte si vedono girare nella zona.

"UNA CARTELLA PIENA DI ESPOSTI"

Nell'aprile del 2008 il mensile "Il Rile", distribuito proprio a Muggiano, parlava del problema delle aggressioni di cani in branco. Avete letto bene: 2008. Un articolo a tutta pagina in cui dapprima si ripercorrevano le aggressioni dei lupi nel '700, poi si scriveva che "da diversi mesi la redazione riceve lettere e segnalazioni relative ad un grave problema che assilla ciclisti e pedoni che 'osano' avventurarsi nelle nostre strade: le aggressioni dei cani".

Più chiaro di così. E l'articolo continua con la testimonianza di un muggianese che collabora con "Il Rile", e che dopo avere subìto un'aggressione ha denunciato la cosa alla polizia e al comando dei vigili di Baggio, i quali gli hanno mostrato "una cartella piena di esposti".

L'articolo continua con altre testimonianze e pubblica anche una lettera di un residente a Cesano Boscone che preannuncia che smetterà di fare gite in bicicletta vista la pericolosità della zona. Dunque era tutto arcinoto, tutto documentato, perfino le forze dell'ordine sapevano cosa succede (da anni) a Muggiano e dintorni. Viene da chiedersi soltanto perché occorre che muoia qualcuno per vedere qualche risposta, qualche reazione, qualche dichiarazione non di circostanza dai politici.

STEFANO BOERI: "COLPA DELLA MANCANZA DI AGRICOLTORI"

E a proposito di dichiarazioni dei politici, occorre registrarne una piuttosto curiosa. L'ha fatta l'assessore alla cultura Stefano Boeri, che era in predicato di diventare il candidato sindaco del centrosinistra (ma ha perso le primarie contro Pisapia). Boeri ha affermato che l'episodio "è anche il risultato drammatico della progressiva scomparsa di terreni coltivati e dunque presidiati da agricoltori". Secondo Boeri, "dobbiamo cambiare rotta e smettere di sostituire sterrati incolti e abbandonati ai campi agricoli e alle cascine. Grazie all'azione di presidio svolta dagli agricoltori sui terreni che circondano le nostre città, non dovranno più accadere tragedie come quella di ieri".

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Il ragionamento di Boeri è teoricamente impeccabile. Ed è un dato di fatto che l'agricoltura a Milano sia in crisi. Tuttavia troviamo strano che Boeri possa avere realmente detto quanto riferiscono le agenzie, nei termini in cui lo riferiscono, visto che via Martirano e via Guascona sono strade piene di campi agricoli coltivati e contano anche cascine. Peraltro, leggendo l'articolo sul "Rile" citato sopra, le aggressioni hanno coinvolto anche alcuni agricoltori.

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