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Lascia un'impronta insanguinata durante rapina: "beccato" dopo un colpo a Milano

L'uomo aveva rapinato una sala slot ma si era ferito col taglierino e aveva lasciato l'impronta: identificato, è stato seguito finché non ha effettuato il secondo "colpo"

Il momento dell'arresto

Durante una rapina del 30 gennaio aveva lasciato una traccia indelebile, un'impronta della sua mano insanguinata contro un vetro. I carabinieri l'avevano identificato e si erano messi alle sue costole, ricostruendo i movimenti e i rapporti con altre persone, e diventando la sua "ombra".

Video | L'arresto in via Etna

E così, venerdì 22 febbraio, è stato arrestato insieme ad altri suoi complici appena compiuta un'altra rapina. I fatti iniziano, come detto, a fine gennaio quando due uomini fanno irruzione nel locale "Slottery", una sala slot di via Nazionale dei Giovi a Bovisio Masciago (Monza-Brianza). Sono le quattro del pomeriggio. I due, armati di taglierino, si fanno consegnare 2 mila euro dal dipendente della sala slot e scappano. 

Durante le concitate fasi della rapina, però, uno dei due inciampa: perdendo l'equilibrio si ferisce col taglierino alla mano, che poi è costretto ad appoggiare a un vetro lasciando un'impronta insanguinata che sarà la sua "condanna". Gli investigatori, giunti sul posto, notano immediatamente l'impronta e la fanno analizzare dal reparto scientifico, identificando il responsabile.

Da lì, la strada è in discesa. I carabinieri iniziano a pedinare l'uomo nei suoi spostamenti e a intercettare le sue conversazioni telefoniche. Si arriva così al 22 febbraio: insieme ad altri due, tra cui (va detto) non è appurato ci sia il complice del colpo a Bovisio, si reca in via Etna a Milano per rapinare la farmacia Washington. Ancora una volta armati di taglierino.

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Uno dei tre sta fuori a fare da "palo", gli altri due fanno irruzione in farmacia e, cappuccio in testa, terrorizzano il farmacista e un cliente. Poi escono. Ma in via Etna li aspettano i carabinieri, che non senza fatica li bloccano. Un militare andrà al pronto soccorso e sarà poi dimesso con 15 giorni di prognosi, e in carcere finiscono un 26enne, un 45enne e un 46enne. Ora proseguono le indagini per capire se la banda si sia resa responsabile di altri colpi.

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