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Sale giochi: regolamento condominiale, un'arma contro l'apertura

In via Marghera un condominio presenta un esposto in questura allegando il proprio regolamento, che vieta l'apertura di "ritrovi". Il caso è aperto

Uno spiraglio contro le sale giochi potrebbe arrivare dai regolamenti condominiali. Il fenomeno è in crescita esponenziale e preoccupa ovunque. Da viale Abruzzi a via De Sanctis, da Corbetta a Rho, non c'è comitato di quartiere, Comune o consiglio di zona che cerchi di limitare le aperture, le fasce orarie, i luoghi. Quando viene chiesto il parere del consiglio di zona, questo è nella stragrande maggioranza dei casi negativo; quando però l'autorizzazione transita solo dalla questura, le cose cambiano e per avere l'ok è sufficiente dimostrare le carte in regola, compresa la fedina penale.

La preoccupazione è molteplice: si tratta di luoghi, innanzitutto, che attraggono gente poco raccomandabile, in primis usurai pronti a prestare denaro ai giocatori. E poi - come si sa - il gioco crea dipendenza e rischia di rovinare economicamente chi vi "cade". Ma ora  - a partire da un caso concreto - qualcuno spera che si sia trovata una soluzione. Un modo per dire "no" ad un'apertura.

In via Marghera, zona De Angeli, dovrebbe aprire un Punto Snai. Naturalmente gli abitanti sono contrari: mille e settecento firme raccolte in un baleno, bussando anche alle parrocchie della zona. E un esposto in questura con, allegato, il regolamento del condominio. Che vieta l'apertura di "ritrovi": tra cui - secondo l'interpretazione diffusa - rientrano perfettamente anche le sale giochi e le sale per scommesse. Starà ora alla questura confermare questa interpretazione o smentirla e quindi autorizzare il Punto Snai.

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