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Lunedì, 6 Dicembre 2021
San Siro San Siro / Piazzale Selinunte

Fiaccolata anti sgomberi, l'altro comitato: "Ci vuole rispetto per gli onesti"

La presa di posizione del Comitato di Quartiere San Siro contro la manifestazione anti sgomberi

Prima l'appartamento sgomberato in via Tracia 7 il 26 novembre e subito rioccupato dalla stessa famiglia che lo abitava. Poi - la sera del 27 novembre - la fiaccolata "anti sgomberi" del centro sociale Cantiere e del Comitato Abitanti San Siro. Dopo un'estate di allarme sull'aumento esponenziale di occupazioni abusive di case popolari a Milano (grazie soprattutto al racket), senza che le autorità e le forze dell'ordine mettessero in atto strumenti per arginare il fenomeno, ora che gli sgomberi programmati sono iniziati, il mondo antagonista milanese alza la voce contro le operazioni di liberazione degli alloggi.

In via Tracia, il Comitato Abitanti San Siro si era opposto allo sgombero e aveva impedito ai furgoncini - chiamati da Aler per svuotare l'alloggio - di accedere alla via e al cortile. Soprattutto per questa ragione, Aler non aveva potuto né "lastrare" la porta (operazione che da sola, comunque, non impedisce nuove occupazioni: la porta viene sfondata lo stesso) né appunto togliere gli oggetti dall'appartamento. E così, quando ispettori di Aler e forze dell'ordine se ne sono andati, è stato facile rioccupare.

Poche ore dopo la fiaccolata (che ha portato per le strade di San Siro centinaia di persone), prende la parola l'altro comitato attivo in zona, il Comitato di Quartiere San Siro. "Gli slogan inneggiavano ad una uguaglianza fittizia", spiega Giulia Crippa, "i molti cittadini onesti devono purtroppo ancora assistere a questi soprusi".

"Lo sgombero - continua - è stato l'ennesimo esempio dell'incapacità, da parte di chi dovrebbe mantenere la sicurezza della città, di gestire situazioni di estrema tensione sociale; e l'ennesima mancanza di rispetto da parte di chi sostiene che la casa sia un diritto di chiunque, ma deturpa il patrimonio di tutti. Le istituzioni coinvolte nella gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica., in particolare Regione Lombardia, non riescono a realizzare un lavoro concreto che risponda realmente alle esigenze delle persone che vivono nei quartieri popolari, e non fanno altro che alimentare la tensione sociale-abitativa".

Per Crippa, "il Comitato Abitanti an Siro e le cattive istituzioni hanno una cosa in comune: non hanno rispetto per chi vuole vivere nella giustizia e nella legalità. Noi per primi combattiamo ogni giorno per il diritto alla casa, ma attraverso una politica costruttiva, energica e propositiva".

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