San Siro

Salvini (Lega): "La scuola di Paravia non andrebbe chiusa"

"Controcorrente" Matteo Salvini, che da sempre ritiene un ottimo esempio di integrazione la scuola di via Paravia dove quest'anno, per decisione del ministro Gelmini, non verranno attivate prime classi

Matteo Salvini durante un comizio del Carroccio

Non è la prima volta che il leghista Matteo Salvini interviene sulla scuola elementare di via Paravia parlandone come un esempio da imitare. L'aveva già fatto in passato. E ci ritorna oggi, "al di là delle convinzioni e delle idee politiche", per ribadire che non andrebbe disperso il patrimonio di conoscenza accumulato in questi anni. La scuola, infatti, rischia di chiudere dopo che si sarebbe formata una "classe-ghetto": 15 stranieri su 17 alunni. E il tetto massimo di bimbi non italiani, per classe, è del 30%.

Salvini, lei si è sempre espresso a favore del mantenimento della scuola di via Paravia.

Certo, l'ho sempre fatto e lo faccio anche ora. Continuo a ritenere che gli insegnanti di quella scuola abbiano maturato un'esperienza da non buttare via.

Quindi lei non è d'accordo con il ministro Gelmini?

Tutt'altro. L'idea di un tetto massimo di stranieri per classe, per poterli integrare meglio, è giusta. Tuttavia a San Siro quella scuola è da anni un punto di riferimento, e in un caso del genere è più giusto continuare questo esperimento per evitare che, diluendosi, da un problema se ne ricavino dieci.

Quali sono le peculiarità positive di questa scuola?

Gli insegnanti, nel tempo, hanno maturato una conoscenza approfondita del contesto sociale particolare e delle famiglie, cercando di coinvolgerle in tutti i modi possibili: laboratori, attività extra-scolastiche, eccetera. Tutto ciò è difficile da riprendere in altre realtà, dove la conoscenza specifica dei problemi di questi bambini e di queste famiglie non c'è.

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