Lorenteggio Giambellino Lorenteggio / Via Francesco Gonin

"La vittima aveva passato i limiti della tolleranza": dimezzate condanne agli assassini

Le motivazioni della sentenza d'appello contro padre e figlio che uccisero un vicino di casa nel 2015

La condanna (Repertorio)

Non erano affatto futili i motivi per i quali Gaetano e Mattia Teofilo, padre e figlio, il 13 marzo 2015 hanno ucciso (a colpi di martello) il vicino di casa Stefano Epis in via Gonin, zona Lorenteggio. Di conseguenza l'aggravante dei futili motivi andava esclusa. E' per questo, sostanzialmente, che la pena per i due uomini, in primo grado condannati a trent'anni di carcere, è scesa a quindici e quattordici anni.

Lo si evince dalle motivazioni della sentenza d'appello, decretata il 12 aprile 2017. I giudici di secondo grado hanno infatti accettato la situazione di persecuzione e minacce che padre e figlio erano costretti a sopportare dal vicino di casa burrascoso. Tra questi, i dissidi pregressi (e le denunce presentate dai Teofilo le comprovano) e le minacce rivolte a causa dell'abbaiare del cane e del pianto del figlio minore di Gaetano Teofilo. 

Detto con le parole della corte, "Epis aveva oltrepassato i limiti dell'altrui tolleranza". Tuttavia i giudici d'appello hanno comunque valutato il fatto che i Teofilo abbiano affrontato Epis in due contro uno, e che la vittima fosse un uomo malato, per cui non sono state concesse le attenuanti. 

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