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Milano, donna incrocia pitone sul marciapiede: recuperato da Enpa

L'animale è stato visto dalla donna, che ha subito lanciato l'allarme, in via La Spezia, zona Famagosta

Stava passeggiando sul marciapiede quando all'improvviso si è accorta che davanti a lei - immobile - c'era un grosso serpente. È successo a una signora nei giorni scorsi in via La Spezia, zona Famagosta. Sul posto dopo che è stato lanciato l'allarme sono subito accorsi gli operatori di Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Milano.

La donna, non avendo il coraggio di avvicinarsi per capire se l'animale fosse vivo o morto, ha chiamato i soccorsi per segnalare l'avvistamento, ma polizia locale e vigili del fuoco non sarebbero potuti intervenire in tempi brevi visto lo sciopero generale in corso. I soccorritori di Enpa, invece, sono subito accorsi per recuperare l'animale, che si è poi scoperto essere un pitone, e che non sarebbe sopravvissuto a lungo alle rigide temperature invernali. 

Il pitone è stato raccolto e trasferito alla clinica veterinaria dell’associazione dove, grazie a lavaggi in acqua tiepida, si è ripreso e lentamente ha ricominciato a essere più reattivo. “Questi rettili non possono essere lasciati all’aperto con queste temperature, sono animali a sangue freddo, abituati in natura a tutt’altro clima - ha dichiarato il presidente dell’Enpa di Milano, Ermanno Giudici -. Molto spesso il loro rinvenimento è dovuto ad abbandoni volontari, che avvengono per le difficoltà di gestione nelle abitazioni. Un fatto che può mettere a rischio la vita dell’animale e che costituisce un reato penale.”

La speranza dell'associazione è che il proprietario del pitone - che potrebbe anche essere fuggito dalla teca e non abbandonato - leggendo la notizia del ritrovamento possa riconoscerlo e reclamarne il possesso. "La detenzione di questi animali in cattività è purtroppo lecita - continua Enpa - quindi se il detentore è in possesso dei documenti che attestano la legalità del possesso, non rischia alcuna sanzione. Ma la storia negli anni di questi ritrovamenti ci insegna che la maggior parte delle volte nessuno si fa vivo per reclamarne la proprietà".

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