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L'Alzaia

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Lavori Expo all'Alzaia: "Calo fatturato anche del 40%"

L'intervista al direttore di un noto grossista con sede sull'Alzaia Naviglio Grande

Expo travolge come un treno in corsa le imprese sull'Alzaia del Naviglio: 150 dipendenti temono per il proprio posto di lavoro, le aziende accusano un calo di fatturato del 40% e il comune di Milano tace. Succede nel tratto del Naviglio Grande, tra via Valenza e la chiesa di San Cristoforo, dove attualmente i lavori per la via d'acqua in vista di Expo 2015 sembrerebbero avere la precedenza su tutto, anche sulle esigenze logistiche di diverse imprese locali.

Ma ai milanesi chi ci pensa? Dino Sgarbi è il direttore della Pisotti Srl, nota ditta di fornitura all'ingrosso di articoli di cartolibreria. L'azienda per cui lavora ha alle spalle 26 dipendenti. Ha accettato di parlare con MilanoToday per spiegare le difficoltà nate da una serie di importanti interventi urbani.

Che cosa state facendo per affrontare il disagio urbanistico?

«Stiamo cercando degli interlocutori per avere risposte e aiuti da parte dell'amministrazione, e continuare così a lavorare e proseguire con la nostra attività».

E siete riusciti ad avere un confronto?

«Finora le risposte sono sempre state frammentarie, molto vaghe e poco tempestive. Capisco che ci siano tante urgenze e tante problematiche relative all'Expo e alle vie d'acqua, però sicuramente le aziende milanesi devono continuare ad esistere. Non si può creare un'emergenza andando sopra a tutti gli interessi delle persone».

La chiusura del tratto ha infierito sul vostro fatturato?

«Sì, certamente. Come tutti anche noi subiamo la contingente crisi economica. E il disagio urbano è un più a tutto questo. Cerchiamo di sopravvivere, certo, facendo anche investimenti, ma ulteriori disagi non ci aiutano né agevolano».

Secondo lei cosa non è stato fatto?

«La comunicazione è poca e inefficiente. Conosciamo l'inizio dei lavori il giorno stesso, attraverso volantini distribuiti il venerdì sera. Non siamo contrari alla costruzione del ponte sul Naviglio (un ponte pedonale che collegherà una sponda all'altra, n.d.r.), ma bisogna creare anche delle valide alternative per tutti, e non cercare solo il fine ultimo della costruzione».

Dal 1968 l'azienda Pisotti ha una clientela affezionata. Ma dal 9 settembre, con la chiusura della strada, molti dei loro clienti e fornitori hanno difficoltà a raggiungerla. «I volantini non sono tempestivi - commenta Dino Sgarbi - e non danno la possibilità di dare un'agevole comunicazione a clienti, trasportatori e fornitori, che spesso si trovano a girare in cerca di una strada alternativa, creando così anche un certo caos nelle strade».

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