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Lunedì, 29 Novembre 2021
Porta Genova Tortona / Via Savona, 18

Via Savona 18: i cittadini chiedono l'intervento del Comune

Lo stabile è stato occupato un mese fa dagli sgomberati del centro sociale Laboratorio Zero. La cittadinanza anziana vorrebbe un po' di quiete, ma gli occupanti organizzano feste

Ne hanno preso possesso abusivamente denunciando il diritto d'alloggio. L'equilibrio della zona, uno dei pochi angoli di Milano dove la gente chiama ancora per nome il bottegaio sotto casa, è stato violentato. Hanno come ostaggio la tranquillità d'una cittadinanza anziana che risiede da generazioni e che ha diritto a quite. «Per ora nessun fastidio e magari mai lo daranno», dicevano meno d'un mese fa, quelli che vivono o lavorano a due passi da lì. Bene, siamo al 10 luglio e dell'occupazione del centro sociale in via Savona 18, si sono già tutti stancati.

Un passo indietro.
Mercoledì 15 giugno la polizia sgombera il c.s. "Laboratorio Zero" in Ripa di Porta Ticinese 83. «Finalmente si torna a intervenire su uno stabile occupato da centri sociali», commenta il vicesindaco Riccardo De Corato. Non avendo più un luogo dove andare, gli sgomberati prendono allora di mira una palazzina da anni lasciata al suo destino in pieno quartiere FuoriSalone. Millantano un progetto di riqualificazione, ma non del palazzo, di tutta la zona. Perché loro, sono contro tutti quegl'investimenti di privati che invece di (ri)portare fama e successo, continuano ad offuscare lo spirito di "milanesità" (si poteva leggere su un cartellone appoggiato alla facciata). Sì, quello spirito di bottega, dove il lavoro si tramanda di padre in figlio, dove con impegno e sacrificio si porta avanti un'attività anno dopo anno nonostante la crisi.

In via Savona non parla nessuno da un mesetto. Da una parte, gli "okkupandi" non vogliono avere niente a che fare con la stampa, dall'altra gli "okkupati" hanno paura che quello che dicono, possa ritorcersi contro (in rete si può comunque firmare una petizione). Eppure, bisogna raccontare. Sulla facciata è appeso un foglio con diversi appuntamenti: presentazioni di libri, concerti, grigliate varie, aperitivi culturali e rappresentazioni teatrali con ingresso gratuito. Il problema è che sporcizia e tanfo cominciano a prendere piede. Tralasciando (ma non per sempre) i murales, un cancello è coperto da materassi mentre dietro l'altro si vede un televisore, lattine a cartacce varie.

"Ho sentito dire che in settimana si pranza con 7 euro, menù completo", racconta un giovane che lavora in zona. Apriti cielo: si pranza? E le norme igeniche, partita iva, uscite di sicurezza, dove sono? Insomma, la speranza di chi vive in via Savona e che il Comune intervenga presto. A quanto sembra però (fanno sapere dal consiglio zona 6), ne passerà di tempo perché i proprietari della palazzina vivano in Toscana e non paiono essere troppo interessati alla cosa.

 

Via Savona 18: le foto dell'occupazione

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