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Il Duomo sommerso dal mare e Torre Velasca tra le dune: street art sul Naviglio Grande

Cristina Donati Meyer ha firmato un nuovo intervento, questa volta sul tema del surriscaldamento globale

Il Duomo di Milano sommerso dalle acque del mare e la Torre Velasca circondata dalle dune del deserto. Così Cristina Donati Meyer rappresenta i possibili effetti apocalittici che il surriscaldamento globale potrebbe avere sul capoluogo meneghino. Le due raffigurazioni, intitolate 'Se Milano avesse il mare' e 'Deserto meneghino' sono comparse il 16 marzo sul Naviglio Grande.

"Due opere che raffigurano uno scenario inquietante ma non surreale: il Duomo di Milano immerso in un mare tempestoso e la Torre Velasca in pieno deserto - scrive l'artista sulla sua pagina Facebook -.  Sono gli scenari apocalittici che ci attendono se la temperatura globale supererà i due gradi centigradi di aumento, con desertificazioni e inondazioni. L’Italia è uno dei Paesi che rischia di più dall’aumento delle temperature poiché è un Paese circondato su tre lati dal mare".

I due interventi di street art sono stati realizzati in occasione della manifestazione Fridays for Future, che il 15 marzo ha visto migliaia di ragazzi e bambini scendere in piazza per chiedere un intervento immediato da parte dei governi contro il cambiamento climatico e a favore di un sistema sostenibile. Donati Meyer ha preso parte al corteo raffigurando l'attivista per l'ambiente ideatrice dell'iniziativa, Greta Thunberg, come una gigantessa che "tanti lillipuziani inquinatori tentano di incatenare", come lei stessa scrive.

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