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Arco della Pace: via libera al progetto per i caselli daziari

Saranno destinati alla promozione del territorio e del cibo. Accordo tra comune e vincitori del bando dopo due anni

L'Arco della Pace coi caselli daziari

I caselli daziari dell'Arco della Pace potranno essere risistemati e riaperti. Dopo circa due anni, la sovrintendenza ha detto sì al progetto: il nodo era l'uso degli androni all'aperto, che erano "contesi" tra il comune di Milano (che li voleva come spazi pubblici) e il gestore designato, che preferiva utilizzarli insieme all'interno. Il compromesso - riferito dal Corriere - prevede che questi spazi vengano chiusi con le vetrate ma rimangano a disposizione del comune.

Costruiti nel 1838, appartengono al Demanio e sono stati messi a bando in vista di Expo 2015. L'aggiudicazione all'inizio del 2014 da parte di una associazione temporanea di imprese che aveva - ed ha - come capofila la Pessina Costruzioni: quattro milioni e mezzo per il restauro e poi 200 mila euro di canone annuo per vent'anni.

Unica partecipante alla gara, la Pessina ha proposto che uno dei caselli (quello est) sia destinato alla divulgazione della cultura alimentare e l'altro all'arte e cultura del territorio. Il comune di Milano potrà usare il primo per cinque giorni all'anno e il secondo per trenta giorni.

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