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Camparino, 102 anni e non finisce qui: rinnovata la concessione

Il "mito" della Galleria

Il locale (foto da Camparino.it)

Rinnovata per dodici anni la concessione dei locali al bar Camparino, tra la Galleria Vittorio Emanuele e piazza del Duomo. Si tratta di uno dei bar più famosi di Milano e resiste ormai da 102 anni, essendo stato aperto nel 1915 nientemeno che da Davide Campari, il cui cognome non ha bisogno di presentazioni.

Il rinnovo senza gara è però "vincolato" da un accordo tra la proprietà e il Comune di Milano, con l'obiettivo di rilanciare il locale e dargli un respiro più internazionale. La proprietà del marchio (Davide Campari Milano) acquisirà il concessionario (Caffè Miani) e poi procederà con investimenti per ammodernare il bar, assumere personale, tenere aperto tutti i giorni dell'anno.

Non solo: il canone di affitto sarà ritoccato all'insù per avvicinarsi ai prezzi di mercato e, allo scadere della concessione, gli arredi storici (per i quali è stato già chiesto un vincolo alla Sovrintendenza) resteranno al Comune di Milano.

Naturalmente sono tutti soddisfatti: l'attuale gestore Orlando Chiari, che con la moglie manda avanti il Camparino, e Palazzo Marino festeggiano l'accordo, perché una insegna storica di Milano continuerà ad esistere.

Da Camparino a Zucca a Camparino

E' del 2012 il ritorno dell'insegna storica, dopo sedici anni di "Bar Zucca". Per l'occasione anche Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio, si era congratulato: il simbolo dell'aperitivo milanese tornava ad esistere. 

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Nel 2015, in occasione dei 100 anni di atività, il Camparino ha festegiato con una mostra fotografica di ritratti (del passato e del presente) di persone celebri che hanno fatto del bar in Galleria il "loro" bar per l'aperitivo come momento di convivialità e relazione. L'atmosfera contemporaneamente retrò e contemporanea che "strega" ancora, con il fascino del tempo che non passa, gli artisti e le persone dello spettacolo, dell'impresa, della politica: dal soprano giapponese Tamaki Minura (Anni '20 del XX Secolo) ai fratelli De Filippo, dall'ex presidente dell'Urss Mikhail Gorbaciov a chi, ancora oggi, cerca la Milano che non c'è (quasi) più in quello che, per alcuni, è il miglior Negroni della città.

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