Venerdì, 18 Giugno 2021
Milano Centro

A San Vittore condizioni di vita disumane: è rischio rivolta

Dopo la visita della settimana scorsa al carcere di San Vittore, Sarno e la Uilpa tornano all’attacco. Dalla relazione inviata al Dap emergono particolari scioccanti: carcerati stipati nelle celle e rischi di rivolta in costante aumento

Dopo la visita al carcere di San Vittore e il conseguente comunicato stampa di critica alle condizioni della struttura di reclusione milanese, Eugenio Sarno torna a parlare della vita all’interno della casa circondariale.

Il Segretario Generale della Uilpa penitenziari afferma: “In celle pensate per una persona ne trovano ospitalità sei, in celle da tre ne sono stipate otto-dieci. Spesso l'unica posizione consentita è quella orizzontale, stesi sui letti. Mancano gli spazi fisici. La struttura è fatiscente ed obsoleta. A parte i due padiglioni già ristrutturati, sono il degrado e l'insalubrità a farla da padrone. Con due padiglioni chiusi la ricettività dell'istituto è ridotta a non più di 750 posti. Mercoledì quando ho effettuato la visita, invece, erano ristretti 1.610 detenuti (1.503 uomini, 107 donne). Sono stati disposti circa 160 trasferimenti di detenuti in altre sedi, cui non si può dar corso perché il Nucleo Traduzioni è oberato di lavoro. Un dato che mi pare molto indicativo di un' amministrazione inefficiente”.

Non sono solo i detenuti a pagare per le condizioni di vita nel carcare, ma anche gli agenti responsabili della sicurezza che “sono costretti a lavorare in condizioni pessime: ogni giorno aumentano le tensioni e i rischi di rivolta”.
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