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Galleria, indagine della Corte dei conti su ingressi di Versace e Prada

La corte vuole vederci chiaro: c'è il sospetto di un "danno alla collettività" non ripagato dall'offerta di sponsorizzare la ripulitura delle facciate

Indagine contabile della corte dei conti sulla galleria Vittorio Emanuele. I giudici vogliono vederci chiaro sull'ultimo passaggio di "consegne", quello che porterà Versace al posto dell'argenteria Bernasconi e Prada ad acquisire ulteriori spazi da Ricordi al primo piano. Quello che si vuole capire, come riporta il Corriere, è perché non vi sia stata asta pubblica per spazi così pregiati, che si affacciano sull'Ottagono centrale della galleria.

La corte vuole capire se vi sia stato, in pratica, un danno economico per la collettività e se questo eventuale danno sia sufficientemente compensato dall'offerta di Versace e Prada di partecipare alle spese di pulizia per pulire la galleria per più di tre milioni di euro, cosa che ha consentito al comune di stanziare quei soldi per il restauro di alcune parti della galleria stessa.

L'assessore al demanio Daniela Benelli aveva già specificato che, a parere del comune, non era necessaria una gara, perché il regolamento già autorizza la cessione di ramo d'azienda. Prada e Versace pagheranno canoni più alti per un totale di circa cinque milioni totali di maggiori introiti, fino al 2018 per Prada e fino al 2020 per Versace, oltre appunto alla sponsorizzazione della ripulitura della galleria.

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