Mercoledì, 28 Luglio 2021
Milano Centro

Tram e pavé, tutti gli incroci del centro più a rischio incidenti

Il Municipio 1 invita a eliminare i binari non più utilizzati

Pavé e binari del tram: a volte cocktail pericoloso

Non è stato, molto probabilmente, il pavé a causare l'incidente in cui l'avvocato di 52 anni Franco Rindone ha perso la vita, travolto da un camion in piazza Resistenza Partigiana mentre era in sella alla bicicletta. Tuttavia il pavé è rientrato prepotentemente nel dibattito, politico e non, perché obiettivamente rappresenta un elemento di insicurezza nella circolazione stradale.

I milanesi, da tempo, si dividono in nettamente favorevoli e nettamente contrari. Sembra che sull'argomento non siano possibili, o non siano facili, mezze misure. La questione ebbe un sussulto di popolarità qualche anno fa, quando piazzale Baracca fu rivoltata e il pavé venne sostituito con l'asfalto.

I contrari alla rimozione dicono, foto alla mano, che anche l'asfalto in realtà crea affossamenti e pericolosi "salti", ma gli altri ribattono che la manutenzione costa molto meno. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non fa mistero di volerlo togliere almeno in certe strade, come va Torino. 

E il Municipio 1, quello del centro storico, dove si concentrano le strade a pavé, si è dato da fare per capire quali sono gli incroci maggiormente pericolosi per chi va in bicicletta. Sotto osservazione in particolare l'accoppiata tra binari del tram e masselli di pavé. La classifica si basa su diversi parametri, tra cui la larghezza della carreggiata, l'età dei binari (alcuni sono "morti" ma mai tolti e non vengono ovviamente manutenuti), se sulla stessa strada passano anche mezzi pubblici su ruote, la presenza di ospeadli o scuole che aumenta il traffico e così via.

La classifica: gli incroci più pericolosi del centro di Milano

Ed eccola, la classifica. Al primo posto l'incrocio tra via San Vittore e via Olivetani, attualmente interrotto per il cantiere M4. Praticamente tutti negativi i parametri visti sopra: la carreggiata non è delle più larghe, e spesso interessata da auto in divieto di sosta; l'ospedale San Giuseppe e il Museo della Scienza e Tecnologia "calamitano" un notevole flusso di vetture, senza contare il senso unico verso il centro che diventa alternativa a corso Magenta. E i binari morti del tram, inutilizzati da decenni.

Al secondo posto via Castelfidardo, angolo piazza Principessa Clotilde. La carreggiata, qui, è molto stretta e i binari, ancora una volta, non più utilizzati. Addirittura dagli anni Sessanta del XX Secolo. Al terzo posto il tratto via dell'Orso-via Monte di Pietà: le aggravanti si ripetono, tra binari dismessi, carreggiata stretta e autobus che percorrono l'asse. Poi via Carroccio, piazzale Biancamano e via Palestro (Cavour). 

Principali imputati: i binari morti

Sono i binari morti i principali imputati, a questo punto. Nel senso, in particolare, che eliminarli non creerebbe problemi alla circolazione dei mezzi pubblici, visto che non sono più utilizzati, ma almeno si rimuoverebbe un ostacolo per i ciclisti e anche un elemento da manutenere, sia pure non così spesso come i binari "vivi".

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