Milano Centro

"Musica troppo alta nei negozi": i controlli dell'Ats finiscono in procura

Sotto accusa il livello dei decibel in diversi megastore del centro

Shopping in corso Vittorio Emanuele (foto Jasonello Instagram)

Chi non ha avuto un minimo di fastidio, almeno una volta, entrado in uno dei grandi negozi del centro storico, a causa del volume della musica eccessivo? Ora se ne occuperà la procura di Milano, informata dall'Ats (ex Asl) i cui specialisti hanno effettuato controlli in ben venti negozi tra via Torino, corso Buenos Aires e corso Vittorio Emanuele. Ne parla, su Repubblica, Franco Vanni.

La musica ad alto volume fa parte delle politiche di marketing delle grandi catene, italiane ed estere, soprattutto della moda low cost. Fa parte della costruzione dell'identità del brand, tanto che esistono agenzie specializzate nella realizzazione di "radio aziendali" con musica che viene trasmessa (con la stessa scaletta) in tutti gli store; e, secondo alcuni, l'ascolto della musica all'interno del negozio accresce il desiderio di acquistare.

Ma se già può essere fastidiosa per un cliente occasionale, coloro che lavorano in quei negozi possono accusare (ed accusano) vari disturbi, dalle cefalee allo stress. A volte è come stare in una discoteca per tutto il giorno, con l'aggravante di doversi anche concentrare sul lavoro.

Diciassette negozi su venti non avevano un sistema interno per rilevare il livello del rumore, oppure lo rilevavano ma con un livello inferiore rispetto a quello constatato dai tecnici inviati dall'Ats. Solo tre, quindi, su questo fronte erano a posto. E per quanto riguarda il livello effettivo di decibel, quattro su venti erano fuori norma.

L'Ats è preoccupata soprattutto per le ricadute sui lavoratori, che sono esposti alla musica per tutto il turno. Esattamente come l'aria condizionata in estate, che spesso è molto forte anche per l'abitudine di tenere le porte dei negozi aperti: anche in questo caso, la ragione è che le porte aperte invogliano ad entrare più di quelle chiuse.

Ora, come si diceva, le carte sono state inviate alla procura. Nel frattempo, i quattro store "incriminati" hanno messo le cose a posto e, nei successivi controlli, il livello dei decibel è tornato a norma.

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