Lunedì, 14 Giugno 2021
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E' pronta la "nuova" Casa Manzoni dopo il restauro

Il costo (4 milioni) a carico di Intesa San Paolo. Bazoli: "Questo è un monumento nazionale". La visita è ora divisa in aree tematiche

Lo studio di Casa Manzoni (foto Mario e Pietro Carrieri)

Pronta per essere inaugurata la casa di Alessandro Manzoni dopo il restauro finanziato da Intesa San Paolo e costato circa quattro milioni di euro. Era stato Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza della banca ma anche appassionato della vita e dell'opera del Manzoni, a esporsi in prima persona, tempo fa, promettendo che la dimora del grande scrittore sarebbe stata riqualificata

"Abbiamo proceduto da soli, e i nostri azionisti sono concordi nel ritenere che una crescita culturale porta una crescita economica", ha spiegato il banchiere-professore cattolico ribadendo più volte che siamo di fronte "a un monumento nazionale".

La riapertura è prevista per le 18 del 6 ottobre. Non si è trattato soltanto di resturo "fisico" ma anche di una riorganizzazione dello spazio e del percorso di visita, ora diviso per temi: l'immagine di Manzoni (i ritratti dello scrittore), l’immagine della famiglia Manzoni (l’iconografia che documenta i numerosi legami familiari), la cerchia degli amici (i ritratti dei suoi illustri amici), i luoghi di Manzoni (le immagini delle città e dei luoghi frequentati e amati), l’iconografia dei Promessi Sposi (opere dedicate agli episodi e ai personaggi del celebre romanzo), i Promessi Sposi dal cinema, alla televisione, al teatro (creazione di una sala multifunzionale per proiezione di un montaggio delle numerose trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali del romanzo), Manzoni botanico (materiali che documentano la sua competenza e passione botanica), le biblioteche (le più belle edizioni selezionate dalle biblioteche di Manzoni e della seconda moglie Teresa Stampa).

"Il nuovo museo racconta la storia del più grande scrittore italiano e lo fa in maniera emozionante e avvicente", ha dichiarato Filippo Del Corno, assessore alla cultura. "Avrei desiderato che casa Manzoni potesse entrare negli itinerari dei visitatori di Expo. Arriviamo in extremis ma ci arriviamo", ha commentato Bazoli, che ha ricordato di avere cercato di coinvolgere "altre realtà milanesi", senza però ottenere risposte. 

"Non nascondo di avere l'impressione di vivere in un momento di smemoratezza da parte degli italiani", ha commentato ancora Bazoli. "Non ci rendiamo conto che è anche il nostro biglietto da visita nel mondo, la nostra risorsa culturale, civile ed economica, quello che fuori d'Italia ci chiedono".

"Alessandro Manzoni ha lasciato alla nostra città un’eredità incommensurabile e per questo il suo lavoro, questa casa e l’impegno della Fondazione Centro Studi Manzoniani sono un patrimonio che dovrà continuare ad essere valorizzato", ha affermato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: "Tutto questo è stato possibile grazie alla forte collaborazione tra pubblico e privato, una scelta che negli ultimi anni abbiamo dimostrato essere vincente".

Manzoni acquistò la casa di via Morone per 106 mila lire (a rate) e vi si trasferì dal 1813 alla morte, nel 1873. Fu poi acquistata all'asta dal conte Bernardo Arnaboldi e poi dalla Cariplo, che infine la donò al comune di Milano con l'impegno di renderla museo permanente.

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