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Blitz di "Non una di meno", via della Spiga diventa della Fi**

La provocazione del gruppo femminista in occasione dell'8 marzo

La scorsa notte, il gruppo femminista 'Non una di meno' ha effettuato un blitz/performance in alcune zona della città, cambiando i nomi topografici. Via Della Spiga, ad esempio, in pieno Quadrilatero, è diventata "via della F***". Piazzale Cadorna, invece, è stato dedicato alla performer Rita Hester. E così via (qui l'elenco completo dei personaggi femminili scelti). "Le vie e le piazze della nostra città sono quasi sempre dedicate a uomini e a persone bianche, a volte degne di nota, ma spesso perché colonizzatori e stupratori o sterminatori in qualche guerra", sottolineano.

"Questo 8 marzo abbiamo deciso di modificare la toponomastica, scegliendo alcune donne e persone Lgbt da ricordare nello spazio pubblico. Con questa azione simbolica vogliamo iniziare ad abbattere il muro dell’invisibilità dietro al quale, da secoli, le donne e le persone lgbt vengono relegate", proseguono.

"Via per via, piazza per piazza butteremo giù questo muro... È un work in progress", concludono dal sodalizio. 

Cos'è la Cancel Culture

Il blitz di "Non una di meno" si inserisce nell'alveo della 'cancel culture', o cultura dell'annullamento, una moderna forma di ostracismo nei confronti di chi, in passato, sia stato insignito di onorificenze o premi nonostante abbia compiuto scelte professionali o di vita esecrabili o riprovevoli nel campo dei diritti umani. Questa pratica è intesa come lo "smettere di dare supporto a una determinata persona".

Spesso si usa relativamente a figure pubbliche, ma anche aziende e film, dopo che hanno fatto o detto qualcosa considerato discutibile o offensivo, in forma di protesta e boicottaggio. Vengono coinvolte anche opere d'ingegno del passato, come libri e film, sentite portatrici di valori deprecati e talvolta offensivi, togliendole dal contesto in cui sono state ambientate o scritte.

A Milano, qualche mese fa, è stata più volte presa di mira la statua dedicata al giornalista Indro Montanelli ai giardini di Porta Venezia: Montanelli, infatti, non fece mai mistero, in tempi di guerra, di aver preso in sposa un'abissina minorenne e di averne abusato sessualmente. Il monumento venne più volte imbrattato, suscitando un ampio dibattito sulla sua opportunità.

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