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Violenza sulle donne: il muro delle bambole sarà "rigenerato"

Sparite 500 bambole da giugno a novembre

Il muro delle bambole, in via De Amicis, è in crisi. Da giugno, secondo i dati forniti dalla consigliera comunale del Pd Rosaria Iardino, ben 500 bambole sono state "strappate via". Il "wall of dolls", dunque, sembra come abbandonato. Era nato per essere il riferimento della città che dice no alla violenza contro le donne. Così - per iniziativa di Donne in Rete Onlus, presieduta proprio dalla Iardino - nella giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne (25 novembre), il muro verrà "rigenerato" con nuovi inserimenti.

L'orario previsto per l'iniziativa è dalle quattro alle otto del pomeriggio. Ma non di soli simboli si nutre una battaglia di civiltà come questa. "La maggior parte dei casi di violenza a Milano non avviene per le strade ma tra le mura domestiche", ha affermato la Iardino: "Per questo ho fatto sì che vengano stanziati 100 mila euro in più per i centri anti-violenza. In città metropolitana mi sto battendo perché nello statuto venga messo anche il tema della violenza contro le donne".

"Questa è una installazione forte, un'opera d'arte che si divide in tre parti", ha spiegato Jo Squillo, ideatrice del wall of dolls: "Una parte sociale all'esterno, una artistica e una fashion all'interno, con il coinvolgimento degli stilisti come Etro, Ferragamo, Ferretti, che hanno donato le proprie bambole".

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