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Gli olmi di via Mac Mahon

Gli olmi di via Mac Mahon

Alberi di via Mac Mahon, il consiglio di zona: "Salvateli"

Votata quasi all'unanimità la (lunga e dettagliata) delibera d'indirizzo. Fedrighini: "Ci mettiamo la faccia fino in fondo". Bescapè: "Cambia il modo di intendere il decentramento"

Il consiglio di zona 8 ha approvato la delibera d'indirizzo che salva gli alberi di via Mac Mahon stravolgendo l'impostazione iniziale, risalente ad aprile, posta da Comune e Atm. La delibera è sostanzialmente identica a quella licenziata dalla commissione ambiente del 9 luglio, con l'aggiunta di due emendamenti del leghista Enrico Salerani. Molto rigidi i "paletti" posti dal consiglio di zona, a tutela degli oltre cento olmi della via, che l'Atm e il Comune erano pronti a sacrificare e che invece verranno quasi del tutto salvati dall'abbattimento.

In consiglio tutti favorevoli tranne l'esponente di maggioranza Luigi Caroli (lista Milly Moratti) che prima ha - invano - cercato di far approvare un suo emendamento e ha accusato il presidente della commissione ambiente Enrico Fedrighini (Verdi) di avere fatto "comizi" e prodotto una delibera eccessivamente lunga, sebbene condivisibile nell'obiettivo di salvare gli olmi, poi ha tuonato all'inciucio tra Lega e maggioranza dopo che Fedrighini ha accolto gli emendamenti del Carroccio respingendo invece il suo.

Il punto più dibattuto si è confermato quello della necessità del test su ogni albero, per verificarne la resistenza, sia prima sia dopo i lavori. Necessità motivata da Fedrighini e da Alessandro Bescapè (Federazione della Sinistra e di professione agronomo) anche dall'esigenza di verificare se i lavori saranno stati eseguiti bene oppure no.

La delibera contiene numerosi passaggi tecnici per evitare di essere soltanto una dichiarazione d'intenti: si scende nello specifico di come devono essere eseguiti alcuni lavori, tra cui l'obbligo di non scavare oltre i venti centimetri dal binario esterno dei tram per non intaccare in alcun modo le piante.

La speranza del consiglio di zona è quella di avere dato un forte segnale politico al Comune e ad Atm, "mettendoci la faccia" (come ha detto più volte Fedrighini) non solo fin qui ma anche da qui in avanti: all'interno della delibera infatti si chiede che la partecipazione, vista fin qui, con il coinvolgimento non solo del consiglio stesso ma anche dei comitati e delle associazioni prosegua fino alla fine, in modo che il territorio sia costantemente messo al corrente dell'avanzamento del progetto (che dovrà essere rifatto), dei test sugli alberi e poi dei lavori veri e propri. Per questa ragione, nella delibera è indicato il nome di un "agronomo di fiducia del territorio", Alessandro Pestalozza, che si interfaccerebbe (gratis) in modo continuativo con Atm, Comune e chi fa materialmente i lavori.

"Abbiamo dato significato alla partecipazione", ha detto Bescapè, "segnando anche un punto di non ritorno sulle modalità con cui deve funzionare il decentramento".

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