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Alberi nel primo tratto di via Mac Mahon

Alberi nel primo tratto di via Mac Mahon

Olmi di via Mac Mahon, la Zona: "Ecco come salvarli"

Esce dalla commissione ambiente il testo della delibera in cui si chiede, nero su bianco, di salvaguardare il massimo numero possibile di alberi

Il "caso Mac Mahon" è destinato a far scuola, innanzitutto per la scelta, da parte del consiglio di zona 8, di non adeguarsi in modo piatto alla posizione iniziale di comune e Atm (che avrebbero voluto abbatterli quasi tutti per gli scavi dei nuovi binari del tram) ma di ascoltare e far partecipare i cittadini (sia i singoli sia le associazioni e i comitati) a una decisione finale; e anche perché il lavoro è stato molto concreto e approfondito anche dal punto di vista tecnico, senza inutili contrapposizioni di parte ma cercando di arrivare a una soluzione il più possibile condivisa.

Enrico Fedrighini, presidente della commissione ambiente, lo sa bene: "Abbiamo fatto in modo che il consiglio di zona sia la casa dei cittadini, nel senso che i cittadini possono intervenire ed essere davvero ascoltati", ha detto aprendo la seduta di commissione che, martedì sera, ha licenziato il testo della delibera che verrà approvata da tutto il consiglio di zona giovedì.

Sono cinque i punti della delibera, ma quello principale è che i lavori di rifacimento dei binari devono essere realizzati con "modalità tali da garantire il raggiungimento dell'obiettivo di tutela dei filari".  Lo scavo esterno ai binari dovrà quindi limitarsi a massimo 20 centimetri per evitare di intaccare le piante. Non solo: si chiede che il percorso partecipativo non si fermi a inizio lavori ma prosegua fino alla fine, in modo che i cittadini siano costantemente informati. E si chiede, infine, che comune e Atm si interfaccino con Alessandro Pestalozza, considerato "agronomo di fiducia del territorio", ovvero sia del consiglio di zona sia dei comitati e delle associazioni.

Durante il dibattito è stato piuttosto controverso il punto sui "pulling test", ovvero i test di carico delle singole piante per verificare le condizioni una per una, e non in generale. Alcuni hanno espresso perplessità sull'effettuarli sia prima sia dopo i lavori ("Mi interessa la tenuta della pianta alla fine, non prima dei lavori", ha affermato Stefano Limido del M5s), ma farli anche prima consente di capire se i lavori sono stati effettuati bene.

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