Cinisello BalsamoToday

L'ombra della Camorra sulla passerella di Cinisello Balsamo

La Procura di Monza ha chiuso le indagini e sono cinque gli indagati per i reati di "attentato alla sicurezza" e "minacce"

I cittadini di Cinisello si chiedono quando potranno usare la passerella.

Si sono chiuse le indagini della Procura di Monza, sulla denuncia di un addetto alla sicurezza del cantiere all'Antimafia, riguardanti la passerella ciclopedonale di viale Brianza. I reati ipotizzati per il famoso scandalo di Cinisello Balsamo (ormai datato 2011) sono "attentato alla sicurezza" e "minacce".

Quello che si profila sarà quindi un processo con 5 indagati: Mario Vuolo (amministratore della Carpenfer e, si ipotizza, legato alla criminalità camorristica all'ombra del Vesuvio), Pasquale Vuolo (il figlio), il direttore tecnico Edmondo Troisi, il direttore del cantiere Alfio Cirami e l'amministratore di Italsoa Ernesto Valiante.

La passerella ciclopedonale, che serve per collegare il quartiere Cornaggia al resto di Cinisello, ha visto la propria nascita 3 anni fa ed è costata oltre 8,5 milioni di euro, ma non è stata ancora aperta (sarebbe dovuta essere operativa 2 anni fa), anche e soprattutto per le complicazioni giudiziarie e i sequestri.

Il Comune di Cinisello aveva detto, con l'allora sindaco Daniela Gasparini, di volersi costituire parte civile per chiedere i danni morali e d'immagine; ora la Gasparini non c'è più e spetterà al commissario prefettizio Cristiana Cirelli (o, viste le tempistiche, al neo eletto sindaco) decidere il da farsi.

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Anche Anas potrebbe costituirsi parte civile; infatti sotto accusa ci sono due suoi fornitori campani. Uno è la Carpenfer di Castellammare di Stabia (la cui commissione era la passerella, in subappalto da Impregilo, che la Procura ha definito "gravemente mal eseguiti" e "con rilevante pericolo di deformazione e crollo"), l'altro è l'Italsoa di Afragola (le cui certificazioni, che hanno permesso a Carpenfer di aggiudicarsi l'appalto, sono state giudicate fasulle).

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