Mercoledì, 22 Settembre 2021
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"Piano Periferie", Catania (PD): «Che ne sarà dei progetti di Cinisello? Sono a rischio?»

Il capogruppo PD analizza quanto avvenuto con l'approvazione del "Milleproroghe" che stoppa il "Piano Periferie": «I progetti sono a rischio? Non possiamo permetterci errori, ogni ritardo mette in dubbio la fattibilità di opere che Cinisello aspetta da tempo»

Andrea Catania sui banchi dell'opposizione del PD in consiglio comunale

Il capogruppo del Partito Democratico a Cinisello Balsamo, in vacanza negli States, precisamente in California, tiene sempre e comunque un orecchio attento alla propria città e non gli è sfuggita la notizia del decreto "Milleproroghe" che fa slittare di due anni il "Piano Periferie" che riguarda da vicino anche Cinisello Balsamo per ben tre progetti.

In città si è scatenata una bagarre politica con un duro scontro tra maggioranza e opposizione del PD e Andrea Catania aggiunge la sua lucida analisi.

Così dagli States: «È notizia di queste ore l'approvazione da parte del parlamento di un emendamento del governo al decreto "Milleproroghe" che posticipa al 2020 l'attuazione delle convenzioni previste dal "Bando Periferie", voluto e finanziato dai precedenti governi con 2,1 miliardi di euro».

Cinisello Balsamo è protagonista del "Piano Periferie: «Riqualificazione della cascina Cornaggia, sistemazione della scuola Bauer e costruzione della passerella ciclopedonale sul Fulvio Testi a servizio del quartiere Crocetta sono i progetti su cui come giunta avevamo ottenuto le risorse».

Catania si interroga: «Che ne sarà di questi progetti? La dilazione dei tempi li mette a rischio? Non possiamo permetterci errori perchè ogni ritardo mette in dubbio la fattibilità di queste opere che Cinisello Balsamo aspetta da tempo».

Da qui la sua richiesta al sindaco con stilettata polemica: «Chiediamo a Ghilardi di prendere subito una posizione e usare tutti gli strumenti e i canali a sua disposizione. Quando c'è da garantire gli interessi della propria città, non ci sono colori politici. Fare il sindaco vuol dire presidiare questi temi e perdere qualche ora di meno a farsi selfie in città e qualche ora in più a fare riunioni e incontri. Danno meno visibilità, ma i frutti nel medio periodo si vedono».

Infine una stilettata al proprio partito che ha votato il decreto a Roma al Senato: «Se il PD in parlamento ha votato a favore, questo non mi rallegra, anzi».

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