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Uno scatto durante le celebrazioni del Beato Carino nel 2019

Uno scatto durante le celebrazioni del Beato Carino nel 2019

Le celebrazioni per l’87° anniversario della traslazione delle reliquie del Beato Carino

Il 28 aprile ricorre la memoria della traslazione delle Sacre Reliquie del Beato Carino dal Duomo di Forlì alla vecchia Chiesa di Balsamo. La ricorrenza culmina con una celebrazione a dimostrazione del valore storico e simbolico che il Beato Carino ha per la città

Mercoledì 28 aprile ricorre la memoria della traslazione della prima parte delle Sacre Reliquie del Beato Carino dal Duomo di Forlì alla vecchia Chiesa di Balsamo. Era il 1934. In occasione dell’87°anniversario, mercoledì 28 aprile, nell’ambito delle celebrazioni della «Settimana Cariniana», si svolgono tre messe solenni alle ore 9, alle ore 18:30 e alle ore 21 con benedizione con la reliquia del Beato.

Sul canale youtube (https://youtu.be/CuoVckEhnRQ) è possibile vedere l’intervista sul Beato Carino a Don Enrico Marelli, parroco di San Martino in Balsamo, e nella sezione Centro Documentazione storica-Anniversari e Ricorrenze del sito istituzionale, il contributo scritto dal concittadino, Vittorio Giuseppe Rossin, appassionato di antichità e storia locale.

I due contributi raccontano la figura del Beato Carino, la cui memoria liturgica è fissata il 28 aprile convenzionalmente, rifacendosi appunto alla traslazione delle sacre reliquie, non essendo certa nè la data di nascita nè quella di morte.

Per tradizione, la ricorrenza culmina con una celebrazione solenne a dimostrazione dell’alto valore storico e simbolico che il Beato Carino ha per Cinisello Balsamo.

Le sue sacre spoglie mortali, custodite nel Simulacro in ceroplastica all’interno nella nuova parrocchia di San Martino in Balsamo, riscuotono inoltre una venerazione in costante crescita.

Carino, dopo una esistenza di malefatte, culminate nell’assassinio del Domenicano fra’ Pietro da Verona, si pentì convertendosi ed entrando nell’ordine dei Domenicani di Forlì dove trascorse il resto dei suoi giorni al servizio dei confratelli e del prossimo.

Divenne così un luminoso esempio di perfezione religiosa, custode dell’osservanza della regola domenicana rendendosi disponibile a tutti i lavori più umili e pesanti.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1923, frà Carino fu beatificato proprio per il suo cammino di amore e umiltà.

Il sindaco Giacomo Ghilardi ha così commentato: «Ricordiamo il Beato Carino e il miracolo della sua conversione, un fatto che ha generato e continua a generare unità e comunione. Lo scorso anno, all’inizio della pandemia, abbiamo affidato a lui la nostra città, certi del suo sostegno e della sua protezione».

Poi termina: «Quest’anno, ancora a causa della pandemia e delle restrizioni in corso, abbiamo pensato a un percorso virtuale per visitare i luoghi della memoria locale e conoscere le vicende della sulla vita, immergendoci nel più ampio contesto storico-culturale del tempo».

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