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Esondazione Seveso, il comitato "No vasca": «Sarebbe inutile per risolvere il problema»

Il comitato "No Vasca", dopo la recente esondazione del Seveso, interviene in merito ai motivi per cui «la realizzazione della vasca di laminazione nel Parco Nord sarebbe inutile al fine di risolvere il problema»

Le cicliche esondazioni del Seveso continuano a fare discutere

Il comitato "No Vasca" interviene dopo la recente esondazione del fiume Seveso (datata 11 maggio) in merito ai motivi per cui «la realizzazione della vasca di laminazione nel Parco Nord sarebbe inutile al fine di risolvere il problema delle esondazioni stesse».

Così dal comitato: «La vasca nel Parco Nord, per quanto devastante per il quartiere prospiciente e per la distruzione di tutto il verde della bellissima area di parco compresa tra le abitazioni e il cimitero (4 ettari di alberi e biodiversità), risulterà completamente inutile ai fini dell’evitamento delle esondazioni».

Questo perché «con i suoi 250.000 m³ coprirebbe solo 1/20 della volumetria che si suppone necessaria per evitare lo straripamento del fiume (4.200.000 m³ corrisponderebbero alla volumetria complessiva del sistema vasche originariamente progettato, ma poi modificato)».

Inoltre «perché le vasche a monte che dovrebbero contenere il grosso della volumetria (vasca Varedo-Paderno pari a 2.500.000 m³) non sono state realizzate e non lo saranno per molto tempo, visti gli ingenti costi e i tempi lunghissimi necessari alla bonifica del terreno dell’ex Snia».

E poi «La vasca nel Parco Nord doveva essere l’ultimo anello nella catena delle vasche e quella meno rilevante dal punto di vista dell’utilità. Dovendo sobbarcarsi tutto il carico di acqua sarà piena molto più frequentemente di quanto previsto originariamente, senza impedire peraltro esondazioni a valle; anzi, essendo assolutamente insufficiente ad assorbire i volumi di acqua in questione, potrebbe esondare a propria volta creando ulteriori difficoltà alla già critica zona del Nord Milano».

Ma ancora «esiste un progetto completato (elaborato dal Comune di Milano nei primi anni 2000) di una galleria scolmatore sotterranea che avrebbe risolto il problema delle esondazioni senza bisogno di ricorrere alle vasche e che avrebbe anche permesso la temporanea chiusura dei tratti interrati per consentirne una completa pulizia».

Infine «la realizzazione della vasca nel Parco Nord costituirebbe una grave perdita per tutti i fruitori di quell’area di parco, incastonata tra Niguarda, Bruzzano e Bresso. Il parco e la salute dei cittadini, esposta a condizioni igienico-sanitarie precarie dalla presenza di una vasca di raccolta di acque fortemente inquinate, sono un diritto di tutti».

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