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La richiesta è di riaprire le scuole in sicurezza

La richiesta è di riaprire le scuole in sicurezza

Giovedì 11 marzo in piazza Gramsci a Cinisello flash-mob del "Movimento Scuola aperta"

Il "Movimento Scuola Aperta" di Cinisello Balsamo, fondato da un gruppo di genitori di studenti, ha indetto per giovedì 11 marzo alle ore 17 in piazza Gramsci, un flash-mob per dire con forza che le scuole devono riaprire in sicurezza

Il "Movimento Scuola Aperta" di Cinisello Balsamo, fondato da un gruppo di genitori di studenti, ha indetto per giovedì 11 marzo alle ore 17 in piazza Gramsci, un flash-mob per dire con forza che le scuole devono riaprire in sicurezza. 

Qui di seguito riportiamo il comunicato ufficiale diramato dal movimento:

«Siamo un gruppo di genitori della città di Cinisello Balsamo, i cui figli frequentano le scuole del territorio, dalle scuole dell’infanzia alle scuole superiori. Con questo flash-mob intendiamo dare un contributo per una decisa accelerata alla riapertura delle scuole in presenza e sicurezza».

«Ci siamo ritrovati insieme, uniti da una forte motivazione nel ribadire che la scuola è un servizio essenziale e poterla frequentare è un diritto fondamentale dei bambini e degli adolescenti. Riteniamo che la DAD rischi di amplificare le disuguaglianze sociali invece che essere uno strumento pedagogico ed inclusivo».

«I nostri bambini e i nostri ragazzi sono il futuro delle nostre città e del nostro Paese; sono già stati privati della scuola per mesi nel corso del 2020, riteniamo non sia giusto debbano subire questa situazione ancora per un tempo che è indefinito e che non ritornerà».

«Noi adulti li stiamo privando dei luoghi aggregativi e di apprendimento, dove incontrarsi, relazionarsi, imparare insieme ad essere cittadini consapevoli e attivi. Allo stesso tempo, siamo sicuramente consapevoli del fatto che la frequenza scolastica, come le altre attività relazionali e rivolte a gruppi può, se non realizzata con l’adeguata sicurezza, contribuire alla diffusione del contagio del Covid-19».

«Non sappiamo quando la pandemia finirà ed è quindi fondamentale trovare nuove strategie che mettano la scuola al centro. Per queste ragioni, ci rivolgiamo al governo nazionale e regionale, affinché rivedano la decisione di chiudere le scuole garantendone l'apertura prioritaria al pari dei servizi essenziali».

«Al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale intero, per farsi carico di sostenere e portare le nostre istanze al governo nazionale e regionale. Ma non vogliamo solo essere spettatori di un così importante processo, vogliamo e possiamo fare la nostra parte».

«Pertanto, nel periodo dopo il flash mob, intendiamo provare a raccogliere e avanzare alcune proposte affinché la didattica si svolga comunque in condizioni di maggiore sicurezza e siamo disposti a confrontarci sulle varie ipotesi organizzative che perverranno dai vari soggetti coinvolti».

«A livello territoriale, ci rivolgiamo, oltre che alle istituzioni scolastiche, anche all'ente locale, organo di amministrazione e di governo a noi più vicino, chiedendogli di condividere i nostri obiettivi e di adoperarsi a vari livelli per aiutarci a raggiungerli».

«Nello specifico, chiediamo di operare per favorire lo svolgimento delle lezioni all’aperto, dove i rischi di contagio sono assai inferiori, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui le condizioni atmosferiche lo consentono».

«Alcune azioni in questo senso potrebbero essere, ad esempio:
• creare un tavolo di confronto e lavoro tra Comune - istituti comprensivi locali - Consulta della Scuola e genitori, per provare a costruire un’azione comune finalizzata a rendere possibile questo progetto, cercando insieme le soluzioni ai problemi emergenti;
• chiedere al Comune di adoperarsi, nel suo ruolo e per le sue competenze, per favorire le varie azioni che il tavolo di cui sopra definirà come prioritarie;
• chiedere al Comune di farsi da garante di un accordo con il Parco Nord e il Parco Grubria (ex Grugnotorto) per l’utilizzo di parte dei loro spazi per lo svolgimento della didattica, a favore delle scuole fisicamente ubicate in prossimità degli stessi;
• mappare gli spazi verdi interni ed esterni alle scuole utilizzabili per la didattica, chiedendo disponibilità ai privati e\o al privato sociale;
• coinvolgere all’interno e\o a fianco del tavolo, tutti quei soggetti (terzo settore, professionisti) presenti nel nostro territorio che possano dare un contributo al ripensare la didattica.

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