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Ghilardi replica a Conte: «Vuole scaricare sulle spalle dei sindaci i coprifuoco?»

Arriva rapido e polemico il commento del sindaco di Cinisello Balsamo dopo la conferenza stampa del presidente del consiglio Giuseppe Conte, andata in scena nella serata di domenica 18 ottobre, in cui è stato presentato il nuovo DPCM

Giacomo Ghilardi, sindaco di Cinisello Balsamo

Arriva rapido il commento del sindaco di Cinisello Balsamo dopo la conferenza stampa del presidente del consiglio Giuseppe Conte, andata in scena nella serata di domenica 18 ottobre, in cui è stato presentato il nuovo DPCM.

Il primo cittadino cinisellese non nasconde la preoccupazione per le scelte che mettono i sindaci in prima linea, ma «che non sono state concordate coi sindaci stessi» e per la difficoltà «di rendere realizzabile quanto scritto sul DPCM».

Qui sotto riportiamo il commento integrale di Giacomo Ghilardi che scrive direttamente ai cittadini cinisellesi tramite il suo canale social Facebook:

«Abiamo assistito alla conferenza stampa in tv del presidente del consiglio, annunciata per un orario, posticipata e poi posticipata ancora, nella quale è stato illustrato il nuovo DPCM, pubblicato nella notte seguente la conferenza stampa».

«E’ stato annunciato che i sindaci possono disporre dopo le 21 la chiusura di vie e piazze dove si possono creare assembramenti. Una decisione non concordata con i sindaci e, come si è espresso il presidente dell’Anci Antonio Decaro, che condivido appieno, inaccettabile e che “sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco”».

«Perché risulta non realizzabile con le sole forze di polizia locale a disposizione dei Comuni, e, peraltro, se sarà vietato l’ingresso a una zona, forse chi vorrà assembrarsi lo farà in un’altra. Fatto salvo poi, trovare un decreto firmato dove la parola “sindaci” non si legge».

«Ora siamo al lavoro per leggere con attenzione il decreto e gli allegati, e i cittadini sono confusi perché alcune delle cose annunciate genererebbe necessari cambiamenti dell’organizzazione quotidiana (ad esempio l’orario di inizio della scuola o lo smart working), ma non si capisce quando, come e se effettivamente sarà così».

«Governare un Paese così come una città è una cosa seria, che deve essere per forza gestita con una modalità organizzativa istituzionale e ponderata, con i territori e gli abitanti al centro, che dia sicurezza e chiarezza, soprattutto in una fase di emergenza».

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