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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cinisello Balsamo Cinisello Balsamo / Via Frova, 10

Gasparini da Roma soccorre il "Museo della Fotografia" in agonia

L'ex sindaco di Cinisello, ora parlamentare, Daniela Gasparini è stata promotrice di un'interrogazione parlamentare per tutelare il "Museo della Fotografia Contemporanea" di Cinisello Balsamo: «Il museo non può chiudere ora, non possiamo rinunciare a questo patrimonio di arte»

Torniamo a parlare di arte e cultura a Cinisello, ma stavolta non in maniera positiva. Negli scorsi giorni è partita una mostra molto importante al "Museo della Fotografia Contemporanea" di Villa Ghirlanda, un omaggio a Gabriele Basilico, ma in questi giorni in città ci si interroga su tutt'altro: per quanto ancora il museo potrà tirare avanti prima di chiudere i battenti?

La storia del museo cittadino è molto semplice. E' nato nel 1998 per far diventare Cinisello un polo di attrattiva della fotografia, ma è entrato in crisi per mancanza di fondi: la fondazione pubblico-privata non dispone di denaro sufficiente a garantire una normale programmazione di mostre.

Anche in passato il Comune di Cinisello e la Provincia di Milano (gli enti pubblici che fanno parte della fondazione) hanno dovuto fare di tutto per versare gli stipendi al personale. C'è stato quindi un restyling negli organici e anche nelle strutture per riuscire ad andare avanti, ma risolto un problema ecco che ne compare uno molto più grosso: dal 2014 la Provincia di Milano non esisterà più e sarà sostituita dall'Area Metropolitana e ciò porterà a un importante cambio societario per una fondazione al momento molto fragile.

A farsi carico della difesa del museo ci ha pensato l'ex sindaco di Cinisello, ora parlamentare, Daniela Gasparini che martedì 28 maggio ha presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo al ministro con delega alla Cultura Massimo Bray di occuparsi della fondazione del museo di Cinisello.

Daniela Gasparini parla così sulle pagine de Il Giorno: «Il museo non può chiudere ora. Primo perché un'area metropolitana come quella milanese deve poter contare su una rete museale diffusa che non può fare a meno di Cinisello; secondo perché questa è la realtà più importante in Italia per la fotografia contemporanea. Rinunciarvi significa rinunciare a un patrimonio di storia e di arte».

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