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Lio: «Sul parco di via Gozzano falsità, serve gestione partecipata»

Lio entra nella polemica: «L'azione di “presidio” della comunità ecuadoregna, costante nella bella stagione, favorirebbe cura e rispetto degli spazi. Ne guadagnerebbero i giardini di via Gozzano e la città»

Sul dibattito sulla gestione comunale e della cittadinanza riguardo all’area verde di via Gozzano, che nei giorni scorsi è stata foriera di polemiche politiche e proteste cittadine per una rissa tra stranieri e per il degrado post-picnic, entra a piedi uniti il segretario del partito di Rifondazione Comunista Massimiliano Lio.

Così Lio in lungo comunicato: «Cosa non si farebbe per racimolare quattro voti in più…la destra cittadina, ogniqualvolta sente parlare di stranieri, reagisce pavlovianamente, rispolverando vecchi e inossidabili cavalli di battaglia, che da quelle parti evidentemente non passano mai di moda».

I fatti: «A dare il “la”, due episodi accaduti nel fine settimana dell’11-12 maggio: prima un incidente di poco conto, che ha coinvolto loro malgrado alcuni dei frequentatori dell’area verde di via Gozzano (minimizzato dalle stesse forze dell’ordine); quindi, la diffusione di fotografie su social e giornali, che ritraggono gli stessi giardini ricoperti di immondizia».

Per capire cosa fosse effettivamente successo sabato 17 maggio pomeriggio (e di nuovo domenica), assieme al consigliere del MoVimento 5 Stelle Fabio Scalzotto, si è recato in via Gozzano.

Continua Lio: «Lì entrambi abbiamo avuto modo di parlare con i componenti della numerosa comunità equadoregna, che frequenta da anni quello spazio, organizzata intorno all’associazione “Ecuadoriani Uniti in Italia per il Progresso”».

«Accolti amabilmente dalla presidente e dal vicepresidente dell’associazione (Jannina e Osvaldo) abbiamo potuto ascoltare dalla loro viva voce, così come da quella di altri frequentatori abituali, una versione dei fatti convincente e sensibilmente discordante da quella del terzetto “legge e ordine”».

Cinque sono i punti messi in luce da Massimiliano Lio:

  1. Il parco vede da anni la presenza di diverse comunità, tra cui la più numerosa è proprio quella latinoamericana. Che a sua volta – ovviamente – è suddivisa per paese d’origine (Ecuador, Perù, etc…). Tra di loro vige sempre e comunque uno spirito “comunitario”.
  2. Le comunità hanno una composizione eterogenea per genere, età, appartenenza sociale. Si ritrovano insieme non solo perché tradizionalmente inclini alla compagnia. Come molti nostri connazionali, infatti, non possono permettersi gite o vacanze fuori porta. Abitando a Cinisello o comunque in zona, hanno trovato nei giardini di via Gozzano un’oasi per concedersi relax e divertimento in compagnia.
  3. Consapevoli dell’impatto di così tante persone su un’area priva di infrastrutture ad hoc, prestano particolare attenzione al rispetto degli spazi di cui usufruiscono. Dopotutto sono frequentatori assidui dell’area, e tengono all’incolumità dei loro bambini, che in quei prati giocano e passano diverse ore.
  4. Si sono organizzati da tempo nel raccogliere a fine giornata tutti i rifiuti. I loro come quelli altrui. Rifiuti che vengono raccolti nei sacchi e posati a bordo strada, così da poter essere successivamente (il lunedì mattina) portati via dagli operatori ecologici. Trovandomi a percorrere periodicamente la strada che fiancheggia i giardini, io stesso posso testimoniare di aver notato i sacchi ordinatamente accatastati a bordo strada.
  5. Proprio per salvaguardare l’area e renderla maggiormente vivibile, ci hanno accennato ad alcune richieste utili per affrontare al meglio la stagione estiva: installazione di wc chimici, per evitare soprattutto a donne e bambini di fare i bisogni nei cespugli; posa di contenitori per la raccolta differenziata, che renderebbero più agevole il lavoro per gli operatori ecologici (e non dovremmo così assistere ad eventi paranormali, come quelli dei sacchi che di notte si svuotano da soli spargendo ovunque rifiuti…); ritengono sarebbe altrettanto utile dotare l’area di griglie, panchine e tavoli.

Dalla spiegazione alla proposta: «Soprattutto non disdegnerebbero di essere coinvolti, come associazione, in una “gestione partecipata” dell’area. La loro azione di “presidio”, costante nella bella stagione, favorirebbe la cura e il rispetto degli spazi. Credo che la nostra amministrazione avrebbe tutto l’interesse a trovare un terreno d’azione comune con l’associazione. Si potrebbero così creare le condizioni per dare vita a un esempio concreto di convivenza tra cittadini, italiani o di origine straniera che siano. Ne guadagnerebbero i giardini di via Gozzano e la città tutta». 

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