Martedì, 22 Giugno 2021
Cinisello Balsamo Viale Fulvio Testi

Leo: «Giù le mani dal quartiere Crocetta, la verita è diversa da quanto raccontato in tv»

Luigi Leo, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Paganelli, scrive una lettera dopo avere assistito alla trasmissione televisiva "Quinta Colonna" che ha avuto come protagonista il quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo

Siria Trezzi presente in diretta in trasmissione

«Nella serata del 1 febbraio il quartiere Crocetta è stato dipinto come un luogo degradato, infestato dalla delinquenza, in cui le rapine nei negozi sono all’ordine del giorno e i cittadini per bene vivono nel terrore. Un quartiere privo di servizi, abbandonato dalle istituzioni. La verità è un’altra. Chi vive nel quartiere, lo sa»

A parlare, anzi, scrivere, è Luigi Leo, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Paganelli, e lo fa dopo avere assistito alla trasmissione televisiva "Quinta Colonna" che ha avuto come protagonista il quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo.

Prosegue Leo: «Chi, come me, tutti i giorni opera nei servizi del quartiere, lo sa. Il fatto è che nel quartiere vivono molti stranieri. E allora il gioco è facile. La gran parte di coloro che, lunedì notte, all’imbocco del tunnel pedonale di viale Fulvio Testi, si sono posti di fronte ai riflettori di Rete 4 per il programma "Quinta Colonna", venivano da fuori. Un’incursione organizzata. I capi, riconoscibili, presenti».

Ancora Leo: «Il collegamento televisivo aveva un solo scopo, evidente: accreditare il messaggio della trasmissione che straniero equivale a delinquente, per alimentare diffidenza, paura e odio verso gli stranieri. E’ stato sempre il gioco di chi cova sogni autoritari. Mi chiedo cosa leghi gli italiani venuti da fuori con il quartiere. Vi hanno vissuto in passato? Vi hanno vissuto o vi vivono i loro parenti? In ogni caso, ricordano un quartiere che non esiste più».

E si spiega meglio: «Il quartiere Crocetta è migliorato per varie ragioni. Una di queste, le politiche del territorio. Gli abitanti del quartiere hanno ragione a richiedere ciò che ancora manca. Ma se fossi un cittadino di Cinisello, se fossi un cittadino del quartiere Crocetta, ringrazierei il sindaco che non ha ceduto alle provocazioni, non ha risposto alle offese, ha detto ai cittadini presenti che erano liberi di dare del loro quartiere l’immagine che volevano».

Parlando del sindaco: «Era lì per un calcolo politico? Per portare acqua al mulino dell’amministrazione? Forse. E poco importa: perché, in questo caso, è stato comunque un modo di ristabilire, almeno in parte, la verità. È rimasta fino all’ultimo minuto nel tunnel della Crocetta. Ero lì anch’io, nel tunnel. Ma me ne sono andato via prima, verso mezzanotte. Mi chiedo perché i pochi del quartiere siano caduti nella trappola. Per errore? Li riconosco, sono gli amici di sempre. Per scelta? Non li voglio conoscere».

L'analisi continua: «La storia degli uomini è la storia della migrazione degli uomini. Gli uomini che non conoscono la storia sono il più grande pericolo. Chi ha voluto quella trasmissione dal tunnel della Crocetta non conosce la storia. E non ama il suo quartiere. Se non lo ama, non può fare il suo bene».

La chiusura è sull'istruzione: «Mi rivolgo agli insegnanti del mio istituto, perché insegnino la meravigliosa avventura delle migrazioni umane. Mi rivolgo ai nostri allievi migranti, perché possano comprendere il grande tesoro che racchiudono nei loro cuori. Mi rivolgo ai nostri allievi non migranti, perché imparino ad aprire il loro cuore ai fratelli che vengono dal mondo. Insieme saranno cittadini del mondo. I cittadini futuri. I cittadini del futuro».

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