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Genna svela “Ritrattando”, arte e vita in mostra fotografica al Pertini

Martedì 25 novembre si inaugura al centro culturale il Pertini "Ritrattando", la mostra che si propone di fare arte a partire dalla vita quotidiana: gli anziani che vivono nelle "Residenze Sanitarie Protette"

La locandina di "Ritrattando"

23 ritratti per altrettante, non convenzionali, protagoniste: le ospiti delle “Residenze Sanitarie Assistenziali”.

Martedì 25 novembre, alle ore 16, si inaugura al centro culturale il Pertini “Ritrattando”, la mostra fotografica che si propone di fare arte a partire dalla vita quotidiana, prendendo come soggetti anche le persone più fragili, come gli anziani che vivono nelle “Residenze Sanitarie Protette”.

La presentazione della mostra, promossa dal centro culturale Il Pertini, in esposizione fino al 12 dicembre, vedrà una lettura dell’attrice Cristina Crippa e la performance musicale di Guglielmo Nigro, piano e percussioni, e Stefano Chiodini, sax soprano e flauto traverso.

“Ritrattando” nasce da un’idea di Vincenzo Genna, educatore e teatro-terapeuta presso la “Residenza del Sole” e la casa alloggio protetta di Cinisello Balsamo e di Eros Mauroner, fotografo professionista. 

I due hanno selezionato ritratti famosi di donne, da Rubens a Leonardo da Vinci fino a Vermeer: icone di femminilità, di ogni cultura, età ed estrazione sociale.

In secondo luogo sono state scelte le “modelle” tra le donne ospiti della Residenza del Sole, della Casa Alloggio il Sole di Cinisello Balsamo e della RSA Agostoni di Lissone.

Un vero e proprio lavoro di casting che, nonostante le difficoltà dovute alle condizioni di salute delle ospiti, ha fatto in modo che ognuna di loro scegliesse il quadro da interpretare; la scelta non è mai stata casuale. 

Questo il commento dell’assessore alla cultura Andrea Catania: «Riteniamo il progetto originale e significativo, per questo abbiamo voluto promuoverlo nell’ambito delle attività del centro culturale, è un’occasione per valorizzare la funzione sociale che svolge la  cultura». 

Così Genna: «Quello che abbiamo voluto cogliere e che le ospiti delle RSA hanno perfettamente rappresentato è qualcosa che va al di là della copia. E’ la vita, è la bella vanità di una donna che con il suo volto, segnato da rughe, dolori e malattia riesce per un attimo a diventare altro: una donna voluttuosa, una dama rinascimentale dallo sguardo che trafigge come una lama, una regina d’altri tempi».

Continua Genna: «Non sono immagini patinate, i costumi di scena sono imperfetti, tra le acconciature si intravede più di una forcina, la carrozzella dove la signora trascorre le sue giornate è volutamente visibile. Perché il nostro fine non era ricreare il quadro, ma renderlo vivo, farlo invecchiare».

Chiude Genna: «Questo per sottolineare che la vita è vissuta per davvero, e si riflette nell’arte come uno specchio che, a sorpresa, non deforma ma amplifica, rende potente, emoziona. E ogni imperfezione, ogni ruga, ogni sofferenza si trasforma in una storia a sé, tutta da ascoltare».

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