Martedì, 21 Settembre 2021
Cinisello Balsamo Cinisello Balsamo / Via XXV Aprile

Dalla "marea rossa" in Comune nasce il "Coordinamento Donne libere di scegliere"

A Cinisello nasce il "Coordinamento Donne libere di scegliere". Gli attivisti: «E' un’onda rossa che vuole farsi mare». Tutto è nato da coloro che hanno dato vita il 10 giugno a una «manifestazione dirompentemente silenziosa e senza precedenti in consiglio comunale»

Gli spalti gremiti di "magliette rosse" durante il consiglio comunale del 10 giugno

A Cinisello Balsamo nasce il "Coordinamento Donne libere di scegliere", descritto dagli attivisti come «un’onda rossa che vuole farsi mare».

Tutto è nato dalle donne e gli uomini che, in poche ore con il passaparola, hanno dato vita il 10 giugno scorso a una «manifestazione dirompentemente silenziosa e senza precedenti in consiglio comunale», hanno deciso di costituirsi in un coordinamento cittadino permanente.

La nascita di questo coordinamento parte dalla vittoria di una battaglia durante quella sera, ma dalla consapevolezza che la guerra sarà lunga: «Sì, perché se è vero che la prima battaglia è stata vinta e che gli ordini del giorno (sia quello del consigliere Riccardo Malavolta (NOI con L’ITALIA) in merito a “Cinisello Balsamo città a favore della vita” che quello a firma PD e Civica presentato di conseguenza e in contrapposizione al primo) sono stati ritirati in seguito all’incontro tra la delegazione di manifestanti e i capigruppo, è anche vero che la questione relativa al diritto all’autodeterminazione femminile, alla maternità consapevole e alla salute delle donne, è ben lungi dall’essere risolta, anche nella nostra città».

Proseguono gli attivisti: «Nel corso della discussione in consiglio comunale abbiamo sentito citare (spesso a sproposito) la Legge 194. Siamo sicuri che a Cinisello Balsamo si dia piena applicazione a questa fondamentale legge dello Stato?».

E ancora: «Tutte e tutti noi siamo a favore della vita. Ma la “vita” nelle città si garantisce con i servizi, con un ambiente accogliente e sicuro, con una scuola pubblica che funziona, con la certezza di un lavoro e un reddito sufficiente per poter far crescere le nostre figlie e figli».

Continuano gli attivisti: «Non destinando fondi comunali ad associazioni specifiche e scelte sulla base di criteri che a oggi non sono resi noti. L'accesso difficile ad un diritto, porta sempre a un arretramento. E noi non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro. Anzi».

L'intento è chiaro: «Ci confronteremo, condivideremo e porteremo le nostre proposte dentro la città e in ogni luogo nel quale si parlerà di diritti, salute e autodeterminazione delle donne. Abbiamo appena cominciato».

Per aderire al coordinamento o partecipare attivamente si può scrivere all'indirizzo mail donneliberedisceglierecb@gmail.com oppure scrivendo un messaggio sulla pagina Facebook e si verrà inseriti nella mailing list. Oppure per restare informato basterà mettere il "like" sulla suddetta pagina del social network.

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