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L'inceneritore di Sesto San Giovanni

L'inceneritore di Sesto San Giovanni

PD: «Il Comune entra in Core, risparmi nel 2020, ma il forno chiuderà nel 2021, e poi?»

Il Partito Democratico critica la scelta dell'amministrazione comunale di Cinisello Balsamo sui rifiuti indifferenziati e propone: «L’unico modo per ridurre la TARI è quello di aumentare considerevolmente la raccolta differenziata»

Il Partito Democratico commenta l'ingresso del Comune di Cinisello Balsamo tra i soci di Core, la società per azioni che gestisce il termovalorizzatore di Sesto San Giovanni, a cui negli ultimi anni il Comune ha sempre assegnato lo smaltimento della parte indifferenziata dei rifiuti. Così il PD in comunicato:

«Una scelta nata con una motivazione chiara: quella di ottenere per il 2020 l’applicazione dei prezzi più bassi garantiti ai comuni soci. Fino a qui nulla da eccepire, restano però dubbi e preoccupazioni per il futuro visto che il forno sestese dovrebbe chiudere già nel 2021, trasformandosi in un impianto di smaltimento di fanghi industriali, con l’ingresso della società pubblica Cap Holding».

«Durante la discussione in aula, il Partito Democratico ha posto una serie di domande alla giunta rispetto a una decisione che di strategico non ha nulla, ma che nasce su un ragionamento legato all’anno in corso:

1) Nella futura società, dopo l’ingresso di CAP, il nostro Comune peserà appena lo 0,2% (l’1% del 20% che resterà in mano ai Comuni), in che modo si pensa di poter incidere nelle scelte aziendali strategiche con una quota così ridotta?
2) come pensa il Comune di gestire lo smaltimento dell’indifferenziato nel 2021? Saremo obbligati ad andare sul mercato, dove i prezzi sono più alti, ed è auspicabile fare una gara unica anche con altri Comuni, ma su questo punto l’ingresso in Core non ha alcuna rilevanza.
3) che cosa dice il piano industriale di Core? Tale documento non è stato neanche illustrato in aula da parte del sindaco, ma l’acquisizione delle quote della società aveva come pre-condizione la condivisione dei contenuti dello stesso.

«Il sindaco ha risposto a queste domande in modo evanescente, parlando di economia circolare e dell’importanza di entrare in una società di natura sovracomunale. Nulla ha però detto su come intende affrontare la gestione integrata del ciclo rifiuti».

«Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso una posizione molta chiara: bene la riduzione dei costi per il 2020, ma per il futuro l’unico modo per pensare di ridurre i costi di gestione del servizio e quindi la TARI pagata dai cittadini è quello di aumentare la raccolta differenziata e di ragionare quindi sul futuro di Nord Milano Ambiente, mantenendo il servizio in mano pubblica».

«Su questo la giunta non ha espresso alcuna strategia né in questa occasione né durante la discussione del piano economico finanziario di Nord Milano Ambiente».

«Non basta una semplice campagna di comunicazione ma serve valutare un’operazione di trasformazione più ampia che porti Cinisello Balsamo a entrare in uno dei consorzi sovracomunali esistenti che, al contrario di Core, non si occupano di semplice smaltimento dell’indifferenziato, ma di gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, sfruttando economie di scala e know how».

«Dalle risposte della giunta, oggi e in passato, appare tuttavia chiaro come sia molto più comodo mantenere una società strettamente cinisellese, con costi più alti, ma affidando la presidenza al coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia».

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