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Prc: «Ben venga la proposta di Amariti, ma serve integrazione»

Ha scatenato molto polemiche in settimana l'approvazione del riconoscimento simbolico di conferire la cittadinanza onoraria ai minori di stranieri nati in Italia e residenti a Cinisello Balsamo. Ecco il parere del Prc

Ha scatenato molto polemiche in settimana l'approvazione dell'ordine del giorno presentato dal consigliere di maggioranza di Sel Alberto Amariti riguardo al riconoscimento simbolico di conferire la cittadinanza onoraria ai minori di stranieri nati in Italia e residenti a Cinisello Balsamo.

Racconta a modo suo la serata il partito Rifondazione Comunista (che ha assistito dal pubblico e non tra i banchi in aula visto il risultato delle ultime elezioni comunali) con un comunicato a firma Riccardo Pennati: «Gli interventi dei consiglieri di opposizione, Ghilardi (Lega Nord), Zonca (Cittadini Insieme), Riccardi (M5S) e Visentin (Pdl), si sono focalizzati a vario titolo sulla possibilità di introdurre con questa delibera, un apripista per la questione sullo “Ius Soli” e sul significato del termine “onoraria”, che implica che la persona si sia distinta in un qualche campo della vita locale per meritarsi tale attestato e l’essere nato in Italia, ma figlio di stranieri non lo sia. Tutto questo accompagnato da una richiesta di costi di questa operazione, in quanto si sta parlando di quasi 2500 persone».

Prosegue il comunicato: «Gli interventi del presidente del consiglio comunale Ronchi (Pd) sono stati “spiazzanti” per la maggioranza, in quanto affossano la proposta di delibera trovando alcune sintonie coi discorsi di Zonca, ricevendo il plauso della platea leghista. Per onore di cronaca, le convergenze parallele che si sono andate a verificare nascono però da ragionamenti diversi (e più nobili), in quanto iniziative di questo tipo risultano di facciata non avendo nessun risvolto pratico, quando ci dovrebbe essere maggiore coraggio e volontà in Parlamento a rimettere mano a una legge ignobile come la Bossi-Fini che consentirebbe ai genitori di risolvere il problema della cittadinanza che poi verrebbe poi potuta estendere ai figli e non viceversa come oggi accade quando il minore raggiunge la maggiore età».

Continua: «La replica del sindaco Trezzi e, a giro ristretto, di assessori e altri consiglieri di maggioranza, non si è fatta attendere; nel suo intervento a difesa del testo della delibera, il primo cittadino si schiera in una posizione di favore nei confronti dello "Ius Soli", ma che deve essere regolamentato e non applicato tout court, che questa iniziativa è un segnale di sostegno che l’amministrazione vuole dare ai suoi cittadini stranieri, specie quelli più piccoli per ridurre le disuguaglianze, per poterli far crescere anche come cittadini italiani ora e non dalla maggiore età. E’ un piccolo passo a favore dell’integrazione».

E ancora: «La posizione del nostro partito rispetto a questa proposta di delibera è favorevole, anche se la stessa non la riteniamo inserita in un percorso volto alla piena integrazione e al coinvolgimento dei cittadini stranieri nella vita politica e sociale della città. Un atto simbolico come questo, per quanto possa essere positivo e condivisibile, sembra voler entrare poco nel merito della questione».

E termina: «Ben venga la proposta approvata dal nostro consiglio comunale, ma quello che riteniamo prioritario è che si dia luogo a una vera integrazione attraverso azioni e misure che coinvolgano e vedano il protagonismo innanzitutto di coloro che ne beneficeranno. Sì a un percorso che miri a favorire un incontro tra culture e tradizioni diverse, no a imposizioni (o concessioni) per decreto».

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