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Il sindaco Siria Trezzi

Il sindaco Siria Trezzi

Trezzi: «Campo profughi al Peano? Noi non coinvolti nella scelta»

Il sindaco di Cinisello lamenta una scarsa condivisione nel progetto di fare diventare l'ex scuola Peano una struttura per i profughi siriani, il dialogo col prefetto continua, ma la scuola è inadeguata a ospitarli

In merito all’ipotesi di utilizzo dell’ex istituto scolastico Peano per rispondere all’emergenza dei profughi siriani arrivati a Milano in questi giorni (tra le proteste della Lega Nord), il sindaco Siria Trezzi ha scritto giovedì 12 giugno, in mattinata, una lettera al prefetto di Milano per esprimere il suo disappunto sulle modalità con cui la soluzione è stata avanzata. Venerdì 13 giugno sindaco e prefetto si incontreranno e si valuterà la fattibilità della scelta.

Così il sindaco Siria Trezzi: «Ho appreso la notizia attraverso una comunicazione informale del prefetto quando la proposta della struttura era già stata avanzata dalla Provincia di Milano. Mi sarei aspettata un maggior coinvolgimento nella scelta. Su una problematica come questa di valenza nazionale che coinvolge così direttamente un territorio è indispensabile attivare un piano di azioni che sia il più possibile condiviso e concordato con le parti interessate».

Il sindaco ha scritto tra le altre cose, al prefetto sottolineando che «pur consapevole della grande emergenza in cui ci troviamo e pur sottolineando la volontà di non sottrarmi alla responsabilità che mi compete con questo gesto di umana e istituzionale solidarietà, ritengo sia imprescindibile operare attraverso una condivisione di scelte».

Il sindaco fa inoltre presente che «la struttura a seguito di un sopralluogo non è risultata completamente adeguata da un punto di vista edilizio e igienico sanitario». Si tratta infatti di un ex edificio scolastico con servizi igienici non adeguati e che non può essere trasformato in luogo di accoglienza.

L’augurio del sindaco nella chiosa della lettera è che «la Città Metropolitana possa rappresentare un’opportunità per introdurre un metodo di lavoro che affronti temi di rilievo sovracomunale attraverso un confronto e una condivisione».

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