Cinisello BalsamoToday

"Giorno della Memoria", Up: «Discorso di Ghilardi stona con l'elogio di chi chiude i porti»

"Up - Unione Popolare" si chiede: «Ma è lo stesso Ghilardi che elogia la politica di chiusura dei porti, che ha messo il bavaglio ai gruppi di lettura e buttato fuori dal Pertini gli stranieri e che non dialoga con i dipendenti comunali?»

Una frase condivisa da Ghilardi a sostegno dell'operato del ministro Salvini (clicca per ingrandire)

Il discorso alla cittadinanza, tenuto dal sindaco leghista di Cinisello Balsamo Giacomo Ghilardi in occasione del "Giorno della Memoria" durante la ricorrenza della manifestazione al Monumento del Deportato al Parco Nord, ha provocato la reazione e la polemica da parte del movimento cittadino "Up - Unione Popolare" che sottolinea la contraddizione tra le parole pronunciate dal sindaco il 27 gennaio e quelle usate poco prima a difesa del ministro Matteo Salvini.

Così Up: «27 gennaio, giornata della memoria "corta". Dimenticando il selfie quotidiano, il sindaco Ghilardi passa alla commemorazione, ricordandoci che è il "Giorno della Memoria". Nel suo messaggio alla cittadinanza pone una domanda: “Perché l’uomo è stato capace di tanta malvagità?” e ci dà anche la sua risposta (o del letterato che dietro le quinte prepara i suoi comunicati)».

Ecco la risposta che si dà lo stesso Ghilardi: «Non può essere che una. L'incapacità di riconoscere in ogni uomo, a prescindere dalle sue origini, l'incommensurabile grandezza e sacralità della persona umana».

Up quindi attacca: «Ma è lo stesso Ghilardi che elogia la politica di chiusura dei porti e della costruzione dei muri del suo leader Salvini? E’ lo stesso che ha messo il bavaglio ai gruppi di lettura e buttato fuori dal Pertini gli stranieri colpevoli di voler imparare la nostra lingua? Ancora, è quello che non si confronta con i dipendenti comunali e offende le rappresentanze sindacali degli stessi lavoratori?».

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Infine chiude: «E poi, la smetta di evocare grandezza e sacralità delle persone. Basterebbe, prima da lui, uomo delle istituzioni, il rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti, che si estendono a tutti indipendentemente dall’etnia, religione o provenienza (articolo 3 della Costituzione). Ridateci i selfie, almeno con questi si riesce, forse, anche a sorridere».

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