Lunedì, 17 Maggio 2021
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Consulta delle scuole, Visentin: «Rappresentanza per le paritarie»

Visentin di Ncd sul tema che verrà discusso in consiglio comunale: «E' fondamentale che, nella formazione del direttivo, siano rappresentate le scuole paritarie del territorio, attraverso genitori e docenti»

Visentin presenterà un emendamento sul tema

Come vi abbiamo informato, durante la prossima sessione del consiglio comunale sarà portata in aula una delibera riguardante alcune modifiche da apportare al regolamento della "Consulta Cittadina delle Scuole”.

Su questo tema interviene il consigliere comunale Riccardo Visentin di NCD: «Oltre alla necessità che la componente genitori abbia un peso maggiore nella consulta, rispetto a quanto attualmente previsto, è fondamentale che, nella formazione del direttivo, che avrà il compito di istruire i lavori della consulta stessa, siano rappresentate le scuole paritarie del territorio, attraverso la componente sia genitori che docenti».

Contestualizza Visentin: «In questi giorni il tema della libertà educativa è di grande attualità, in quanto sono previsti i decreti attuativi del pacchetto “Buona Scuola”. E’ anacronistico, e l’Italia insieme alla Grecia ne sono la prova evidente, come si debba far coincidere il concetto di “scuola pubblica” con “scuola dello Stato”. Ancora più anacronistico e fuorviante è utilizzare il concetto di “scuole private”, senza chiarire la questione».

Visentin ha le idee chiare: «Sistemi di scuole paritarie e autonome, basate su diritto pubblico e privato, sono presenti in tutti i Paesi del mondo, nel rispetto di una libera scelta educativa che è alla base dell’istruzione dei futuri cittadini».

Dal generale al particolare: «Quindi, per tornare alla realtà della nostra città, presenterò un emendamento sulla presenza per regolamento della componente “paritarie” nel direttivo consulta».

Chiude Visentin: «La funzione positiva esercitata in particolare dalle scuole dell’infanzia e dalle scuole primarie è universalmente e tradizionalmente riconosciuta nella nostra città. Oltretutto in via generale, il contribuente che non sceglie la scuola pubblica statale regala allo Stato le imposte che paga per la stessa».

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