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Zonca: «Trezzi deve chiarire su Menegardo e finanziamenti»

Enrico Zonca di "Cittadini Insieme" entra a gamba testa sulle dimissioni del consigliere comunale di Sel Mattia Menegardo e descrive «uno scenario più inquietante rispetto a quello che prontamente è stato minimizzato da Trezzi»

Il consigliere comunale Enrico Zonca

Enrico Zonca di "Cittadini Insieme" entra a gamba testa sulle dimissioni del consigliere comunale di Sel Mattia Menegardo e descrive «uno scenario più inquietante rispetto a quello che prontamente è stato minimizzato da Trezzi».

In un suo comunicato affronta diverse sfaccettature sull'argomento: per prima cosa chi getta un'ombra sulla veridicità del comunicato stampa del sindaco Siria Trezzi: «Menegardo il 23 luglio 2013 deposita al protocollo le sue dimissioni motivandole con "un forte disaccordo con l'entourage di Siria Trezzi". In realtà Menegardo dichiara in un'intervista di aver presentato le sue dimissioni alla direzione di SEL due settimane prima (infatti dopo il primo consiglio comunale non si era più presentato in aula).

Continua Zonca: «Con un tempestivo comunicato stampa ufficiale proprio Siria Trezzi dichiara che "il consigliere non ha mai espresso in forma privata né pubblicamente le sue ragioni di dissenso". Ma sono proprio le parole di Menegardo a smentirla: "Quando ho presentato la lettera in Sel, Siria Trezzi ha chiesto la mia espulsione. Richiesta non accettata e per questo ringrazio i compagni di SEL". Già su questo occorre che Trezzi faccia chiarezza».

In secondo luogo si sofferma sul sindaco ombra Roberto Imberti e sulle Primarie del centrosinistra cittadino: «Ma quali sono le vere ragioni di tale decisione di Menegardo? La mancata nomina ad assessore? La presenza influente nell'entourage di Trezzi di Roberto Imberti, ex vicesindaco della giunta Zaninello? Secondo Menegardo ci sono state delle "storture" già dalle Primarie del centrosinistra, che hanno visto prevalere Trezzi rispetto a Ghezzi per una manciata di voti e quindi hanno lanciato la sua candidatura a sindaco di Cinisello Balsamo».

Ancora Zonca: «Menegardo va oltre: "Durante la campagna elettorale di Siria Trezzi, sono giunto a conoscenza del fatto che sarebbero stati stanziati fondi alla lista da società quali UniAbita, Coop Lombardia, Euromilano – società per la quale lavora attualmente il sindaco ombra Imberti e che operano sul territorio". E qui cominciano i problemi: "A queste accuse Siria Trezzi e il committente della sua lista, l’ex segretario Pd Nunzio Sonno, rispondono smentendo “qualsiasi tipo di finanziamento da parte delle società citate da Menegardo, con l’esclusione del contributo di UniAbita“. Sonno precisa:  ”Solamente la cooperativa di abitanti cinisellese e un altro ente, la Lega Coop, hanno versato contributi alla lista per un ammontare di settemila euro a testa”. Cioè, in sostanza di tratta di una conferma, più che una smentita. Ma i soci Uniabita erano d'accordo, ma soprattutto, erano al corrente di questo finanziamento alla candidatura Trezzi?».

Incalza Zonca: «E' quantomeno anomalo che i soggetti citati da Menegardo, che hanno tutti fortissimi interessi economici sul territorio, abbiano finanziato con migliaia di euro una candidatura "amica", la cui sede del comitato era proprio in un edificio di proprietà Uniabita».

Una retrospettiva sulla Carta di Pisa: «Un piccolo, ma significativo segnale lo avevamo colto quando proprio Trezzi aveva rifiutato di inserire l'adesione alla Carta di Pisa (pur presente nel suo programma di governo) in occasione dei criteri per le nomine nelle società partecipate del Comune. Vedremo chi verrà nominato e avremo la risposta anche a questo».

Si ritorna a Menegardo: «Quindi non si tratta solamente di una reazione stizzita di un singolo che non è riuscito a ottenere l'incarico sperato, e lo dimostra il fatto che lo stesso Menegardo, non più tardi di un mese fa, aveva accettato la carica sia di consigliere comunale sia di capogruppo di SEL. Se fosse stato deluso solo dal mancato assessorato, non avrebbe assunto la carica di capogruppo».

Zonca promette fuoco e fiamme nel consiglio comunale del 24 luglio: «Ora, vogliamo credere che Trezzi sia veramente in buona fede e che questi finanziamenti (legittimi) non influenzeranno il suo operato soprattutto in campo urbanistico, ma risulta oltremodo inopportuno accettare dei soldi per la propria campagna elettorale da chi ha interessi per centinaia di milioni di euro a Cinisello Balsamo. Glielo chiederemo direttamente in consiglio comunale, ma soprattutto lo constateremo di persona con gli atti che verranno assunti dalla Giunta».

Sul finale si rivolge a Menegardo: «Un fatto è certo: Menegardo a questo punto dovrebbe spiegare meglio quali sono state le "storture" da lui denunciate, e sicuramente il caso non è chiuso con la sua sostituzione-lampo con un altro rappresentante in consiglio comunale. Come dire: politica usa e getta. Non sei d'accordo con noi? Nessun problema: ti sostituiamo in meno di 24 ore con qualcuno più fedele».

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