Venerdì, 25 Giugno 2021
Centro Via Alessandro Volta

Un ricordo di Peppino Impastato

Il cineteatro di via Volta è stato intitolato alla memoria del giornalista ucciso per aver parlato di mafia: Peppino Impastato.

Il sindaco Mario Soldano e Giovanni Impastato mentre scoprono la targa commemorativa

Un ricordo che non vuole essere dimenticato, che non deve essere dimenticato. E’ questo il senso della manifestazione tenutasi al cineteatro di via Volta per l’intitolazione della struttura a Peppino Impastato. Un avvertimento e un monito per tutti i ragazzi delle scuole superiori presenti: la mafia c’è ancora, anche se alcuni dei suoi avversari purtroppo non ci sono più. E tra questi c’è sicuramente Peppino Impastato.

"I mafiosi sembrano uguali a noi, ma non sono come noi” ricorda l’assessore alla pace Giovanni Cocciro. Una diversità che viene continuamente rimarcata dal fratello di Peppino, Giovanni Impastato. E’ la legalità che deve diversificare, legalità intesa non come rispetto per le leggi, ma rispetto per la dignità umana. Un atteggiamento di ribellione che deve esserci sempre, anche all’interno della propria famiglia, come fece Peppino.

Un poeta, un giovane comunista libertario, un suscitatore di coscienze: è così che il giornalista ucciso per aver parlato di mafia, viene chiamato dall’assessore Donato Salzarulo e dal sindaco Mario Soldano. Tanti ricordi e tanti elogi per arrivare alla fine a scoprire la targa della memoria. Una memoria, come dice Giovanni Impastato: “Su cui dobbiamo costruire il nostro futuro”.

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