Cologno Via Luigi Einaudi

Pestato dai pusher per 10 euro, incendia uno stabile per vendetta: 35 intossicati e 3 arresti

Arrestati - anche se uno è in queste ore ricercato - tre italiani, originari della Campania

I tre, e l'incendio

Dopo essere stato pestato a sangue da alcuni spacciatori albanesi per una discussione su 10 euro. Ha pensato bene di vendicare lo sgarro bruciando la casa occupata dai pusher. Così, con due complici, è andato fino al numero 1 di via Einaudi, a Cologno Monzese, ed ha dato fuoco all'abitazione. Il rogo ha devastato l'appartamento - un seminterrato - e quelli adiacenti mentre la densa colonna di fumo nero ha costretto ad evacuare l'intera palazzina di 11 piani di proprietà dell'Inps. Per un bilancio complessivo di 35 persone intossicate, 5 delle quali sono state ricoverate.

Video: ecco i tre malviventi in azione

Il 17 dicembre hanno rischiato di fare una strage. A distanza di oltre due mesi pensavano di averla fatta franca ma sono stati arrestati dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sesto San Giovanni. In manette - anche se uno è in queste ore ricercato - sono finiti tre italiani, originari della Campania. Il trio è accusato di concorso in incendio doloso. Si tratta di un 30enne residente a Brugherio, un 37enne ufficialmente senza fissa dimora - il ricercato - e un 50enne che vive a poche centinaia di metri dalla palazzina bruciata. Era stato il più giovane del gruppo, la vittima del pestaggio da parte dei pusher albanesi. Il 50enne, invece, era già finito in carcere per un episodio simile nel 2008: in quell'occasione aveva appiccato un incendio in un'altra abitazione di Cologno Monzese.

Video: ecco le immagini impressionanti del rogo

Le indagini sono partite immediate dopo l'episodio. Quella sera, una pattuglia dei militari era intervenuto quasi all'istante perché un residente aveva allertato il 112 di un'auto sospetta con a bordo tre persone, proprio all'esterno del complesso. I tre erano fuggiti ad alta velocità su una berlina, che solo poi si è scoperto essere di proprietà del 30enne. I disagi per i residenti sono finiti solo a fine gennaio, quando tutte le abitazioni sono state dichiarate nuovamente abitabili. Ora le ricerche dei militari, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Monza, stanno stringendo il cerchio attorno al terzo complice.

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