Cologno Via Luigi Einaudi

Muore precipitando dal nono piano, secondo i giudici non è stata lanciata dal marito: assolto

I giudici hanno assolto Zef Lleshi. Il dramma si era consumato nel 2013 a Cologno Monzese

Immagine repertorio

È stato assolto Zef Lleshi, cittadino albanese di 35 anni accusato di aver lanciato la moglie (Silvana Hyseni, 31enne) dalla finestra della cucina del loro appartamento al nono piano di un palazzo in via Einaudi a Cologno Monzese. Il fatto accadde il 30 giugno 2013, la sentenza è arrivata nelle scorse ore. Secondo i giudici "il fatto non sussiste".

Contro di lui non c'era nessuna prova. E proprio la mancanza di gravi indizi di colpevolezza spinse il giudice per le indagini preliminari a scarcerarlo poco dopo l'arresto. A chiedere il rinvio a giudizio era stato il pm monzese Alessandro Pepè dopo che la perizia cinematica da lui disposta aveva concluso che la traiettoria del volo era compatibile con l'omicidio: la donna era caduta vicino alle mura del condominio. Non solo: secondo l'accusa le escoriazioni sul corpo di Lleshi potevano essere i graffi che la donna aveva lasciato al marito nel tentativo di fermarlo mentre la stava scaraventando nel vuoto. Ma sotto le unghie della 31enne non è stato trovato il dna del marito e i graffi si sarebbero concretizzati quando l'uomo scavalcò il muretto dei box per raggiungere la moglie esanime.

I giudici disposero una nuova perizia sulla dinamica che però non fece chiarezza. In aula anche il Pm aveva chiesto l'assoluzione di Lleshi per mancanza di prove, mentre l'avvocato di parte civile — che rappresentava la madre di Silvana — aveva chiesto la condanna. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Muore precipitando dal nono piano, secondo i giudici non è stata lanciata dal marito: assolto

MilanoToday è in caricamento