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Cologno (Milano), venduta dopo 20 anni d'abbandono l'enorme area ex Torriani

Una società si è aggiudicata all'asta i circa 36mila metri quadri un tempo appartenuti all'azienda di legatoria

L'area ex Torriani (foto Eleonora Dragotto)

È passato così tanto tempo da quando la sede della legatoria Torriani di corso Roma a Cologno Monzese ha chiuso i battenti che i cittadini più giovani l'hanno conosciuta soltanto così com'è adesso, in stato di degrado e totale abbandono. Per l'enorme area, di circa 39mila metri quadri, oggi si prospetta però un futuro diverso: venerdì il complesso è stato acquistato all'asta da un privato per 5,5 milioni di euro.

Dopo che per anni la zona è stata al centro di numerose polemiche e scandali, con l'ultimo proprietario, un imprenditore brianzolo, finito in carcere per un giro di tangenti, c'è chi nell'ex Torriani vorrebbe vedere sorgere un parco aperto a tutti i colognesi, ma naturalmente il privato che si è aggiudicato i terreni vorrà realizzare un profitto. MilanoToday ha intervistato al telefono il sindaco della cittadina a nord est di Milano, Angelo Rocchi, per capire quali forme potrebbe assumere il mastodontico complesso.

Chi si è aggiudicato all'asta l'ex Torriani?

"Venerdì c'è stata l'assegnazione ma non ho ancora incontrato o conosciuto l'operatore che si è aggiudicato l'area ex Torriani. Si tratterebbe di una società per azioni territoriale con un buon capitale sociale".

Perché da diversi anni le aste andavano deserte?

"L'area era all'asta dal 2015 e nessuno fino a quest'anno aveva mai presentato offerte. C'erano due ipotesi, la prima che la base d'asta fosse troppo alta, la seconda che il peso urbanistico dell'intervento a carico dell'acquirente fosse troppo carico. Visto il rilancio di venerdì - da 3,7 a 5,5 milioni - a rivelarsi corretta è stata la seconda ipotesi. Io ho messo mano al Pgt per ridurre il carico dell'aggiudicatario e rendere le destinazioni d'uso più elastiche: le opere da realizzare al di là di quelle previste dalla legge erano eccessive, per questo in precedenza nessuno aveva presentato un'offerta. Dopo le modifiche al Pgt siamo stati ralllentati dal covid, ma adesso finalmente il complesso è stato acquistato".

Nell'area è presente dell'amianto, la rimozione è a carico dell'acquirente?

"Sì. Si tratta di un intervento di rimozione di amianto che per fortuna non è in stato di decomposizione, come verificato da Ats. All'operatore spetterà anche la messa in sicurezza dell'area". 

Quale futuro per l'area ex Torriani?

"Starà all'operatore lanciare la sua proposta. L'unico vincolo imposto è quello commerciale: nella zona non potrà aprire alcun supermercato, perché nelle vicinanze ce ne sono già diversi. Potranno invece sorgere piccoli negozi di vicinato. Noi, poi, assegneremo premialità per la realizzazione di opere pubbliche, come alloggi di edilizia convenzionata, per studenti, giovani coppie, anziani. È possibile che vengano edificate redidenze a uso privato, ma una parte sicuramente sarà pubblica".

Quali sono i desiderata della sua amministrazione per questo complesso?

"Vorremmo che l'operatore che l'ha acquistato condividesse con noi i suoi progetti per l'area. Sicuramente devono tornare dei servizi per la cittadinanza, che siano social house, un centro sportivo magari con piscine - come vorrebbero alcuni cittadini - parcheggi, attività ricretive, ma anche giardini. Noi comunque vogliamo portare a casa il massimo per il Comune in un'ottica di riqualificazione del quartiere".

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