Corsico Via Cavour

Corsico, centinaia di persone al presidio di Libera contro la 'ndrangheta

Il presidio dopo la vicenda del festival dello stocco e le minacce in consiglio comunale. "A infangare Corsico non sono i giornalisti ma gli 'ndranghetisti col loro contropotere"

Il presidio (foto Paola Bucci Buccianti, Fb)

Centinaia di persone hanno affollato via Cavour, a Corsico, per il presidio di Libera contro la 'ndrangheta e le intimidazioni che si sono sentite nel consiglio comunale di giovedì 20 ottobre. L'appuntamento è stato alle sette di sera, un po' presto forse per far arrivare davvero tutti coloro che avrebbero voluto partecipare, ma i numeri sono stati positivi. La gente non è arrivata soltanto da Corsico, segno che il cancro della criminalità organizzata è un problema sentito anche nei paesi limitrofi, del resto altrettanto tristemente "famosi" per questo, e pure nel capoluogo milanese, dove la 'ndrangheta e la mafia fanno affari ormai da decenni.

Ormai noto l'antefatto: la sagra dello stocco di Mammola, organizzata inizialmente per il 22-23 ottobre, con referente Vincenzo Musitano (con nome sui manifesti, accanto a quelli del sindaco e di due assessori, dato il patrocinio comunale). Peccato che si tratti non solo di un panettiere praticamente incensurato, ma anche del genero del boss Giuseppe Perre "Maistru", di cui ha sposato la figlia, con due fratelli coinvolti in inchieste e uno dei due con molti anni di prigione alle spalle.

Di fronte alla pubblica denuncia dell'opposizione di centrosinistra, il sindaco ha sospeso in fretta la festa giustificandosi di non essersi accorto di chi si trattasse (anche perché il nome di Musitano non compariva tra i richiedenti il patrocinio ma è spuntato solo sulle locandine) e lamentando che un comune ha scarsa possibilità di effettuare i controlli del caso.

Questa volta nessuno ha minacciato Maria Ferrucci, ex sindaco, nessuno l'ha insultata o interrotta, mentre riaffermava al microfono che Corsico è penetrata dalla 'ndrangheta. Un lungo applauso ha invece testimoniato che c'è un'altra Corsico rispetto alle persone che l'avevano contestata in consiglio. Era presente anche Filippo Errante, il sindaco: lo aveva annunciato, dopo avere organizzato la fiaccolata antimafia il 25 ottobre. Ma non ha preso la parola. C'era, naturalmente, Roberto Masiero, l'altro consigliere comunale contestato in aula giovedì 20. Che poi - in una nota di venerdì mattina - ricorda che "la politica deve essere attenta alle 'forme di esternazione del potere': le fiere, le sagre, le processioni diventano un modo di sfoggiare la propria potenza", ed ha chiesto che la politica smetta "di minimizzare, di fare vittimismo o 'distinguo' strumentali".

Al microfono si sono alternati poi don Luigi Ciotti, don Virginio Colmegna, il sociologo (ed ex parlamentare) Nando Dalla Chiesa, il presidente di "Avviso Pubblico" David Gentili. Nessuna bandiera di partito, pochi riferimenti politici (soprattutto da parte dei due sacerdoti, quando hanno parlato di giustizia sociale, di leggi ad personam che depenalizzano il falso in bilancio, di barricate contro i migranti a Goro).

Chi è intervenuto ha ricordato che i tempi sono decisamente cambiati da quando gli 'ndranghetisti avevano un potere di interdizione ed intimidazione nei confronti delle persone, delle attività economiche e degli amministratori pubblici. E' cambiato il modo di pensare della gente, che non sta più in silenzio. "Nessuno è solo", ha ripetuto molte volte Dalla Chiesa, riferendosi anche alla Calabria, dove gli studenti delle scuole superiori invitano sempre più spesso i magistrati antimafia nelle aule. I consiglieri comunali Ferrucci e Masiero sono tornati a chiedere con forza una commissione antimafia in comune, per dimostrare che la politica, dagli errori, può apprendere e rimediare, evitando in futuro altri "scivoloni".

"Un amministratore deve conoscere la propria città", ha affermato Gentili, "ma non basta dire che c'è stato un errore di superficialità: occorre anche capire se per caso qualcuno ha voluto rendere riconoscibile questa persona come interlocutore dell'amministrazione". Già, perché il punto principale è proprio questo: perché Vincenzo Musitano si rende referente di una sagra, di un festival? Nei centri relativamente piccoli si tratta di un "ruolo" che dà importanza ad una persona legata, in ogni caso, ad un mondo che dovrebbe essere e restare assolutamente estraneo al palazzo municipale. Invece non soltanto "il sindaco non si è accorto della locandina" (Ferrucci), ma poi è accaduto ("per la prima volta in Italia", come è stato ricordato) che persone evidentemente connesse a quel mondo contestassero in aula consiliare chi parlava di 'ndrangheta.

In quella stessa seduta di consiglio comunale, diversi esponenti di centrodestra hanno accusato le opposizioni di avere portato sui giornali la questione; di avere in questo modo "gettato fango" sulla città di Corsico. "Invece i giornalisti vanno ringraziati, perché stanno seguendo la vicenda ogni giorno, non fanno calare il silenzio come vorrebbe la 'ndrangheta, anche a rischio di querele", ha replicato David Gentili in via Cavour giovedì sera: "L'onore di questa città non è stato infangato dai giornalisti, ma dagli 'ndranghetisti che hanno costruito un contropotere".

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