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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Forlanini Calvairate / Viale Molise

Viale Molise degradato: "Basterebbe poco per abbellirlo"

Perfetto esempio di interventi con logica "spot", viale Molise è una strada prima bella, poi degradata, poi di nuovo bella. A quando qualche rimedio?

Strada di grande transito veicolare, fa parte della circonvallazione della 90-91 nell'asse est, che da piazzale Piola scende fino a piazzale Cuoco. Viale Molise incomincia nella parte, se così si può dire, meno "nobile" dell'asse: a sud di corso Ventidue Marzo.

Un tempo la via aveva una doppia identità, ben precisa. Da una parte (a ovest, verso il centro) le case popolari di Calvairate; dall'altra parte (a est) l'enorme area dei mercati generali, che iniziava con il macello e il mercato delle carni: un complesso in stile liberty che si affaccia, appunto, sul viale. E di cui ci siamo occupati nell'ottobre 2010, quando varie sigle dell'autonomia milanese la occuparono in forma "lampo", per un weekend.

Parlando con i ragazzi che avevano occupato, è emerso subito il degrado in cui versa la strada: "Appena arrivati - ci avevano detto - abbiamo trovato automobili con vetri rotti, e ci siamo resi conto che è una zona difficile. Ci siamo preoccupati di sorvegliare questi cento metri di strada in modo che non succedesse nulla".

Viale Molise, il lento spegnersi © Melley/MilanoToday

Occupazione in via Molise, liberato ex Macello

Il macello delle carni è ormai abbandonato. L'Ortomercato stesso, che ha sede poco più in là, non ha più quel ruolo di collettore di umanità che esercitava una volta. E il quartiere Calvairate si è lentamente trasformato in quartiere "etnico", come San Siro o via Padova. Fin qui la "fotografia" sociale. Poi si può osservare viale Molise anche in un altro modo. Ad esempio constatando l'incuria in cui versano alcuni tratti e la cura che si è usata per altri.

Scendendo verso sud, nel lato est della strada, non ci si accorge di essere entrati in una strada dal nome diverso: begli alberi negli spertitraffico che separano la carreggiata centrale dai controviali. Poi a un tratto, all'improvviso, sotto gli alberi le auto parcheggiate. Lo spartitraffico è tecnicamente un marciapiede e quindi la sosta è vietata, almeno in teoria. Ancora più giù, poi, in prossimità del deposito dell'Atm, spariscono anche gli alberi.

"Il risultato - ci dice un residente, Alessandro Fortuna - è una serie di pozzanghere di fango quando piove o nevica. Ma di certo non è un bello spettacolo nemmeno in una giornata di sole". Pochi metri più a sud il panorama cambia di nuovo: tornano gli alberi. Ci si avvicina a piazzale Cuoco, che è stata riqualificata. Dall'altra parte, le prime case di Calvairate che si affacciano su viale Molise sono state quasi tutte ristrutturate. La stranezza è che dove le case sono più belle a vedersi è il tratto in cui, di fronte, gli alberi non ci sono.

 

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