Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Rinasce la piscina Caimi: quando lo sport si fonde col teatro

L'assessore Bisconti ha presentato il progetto affidato alla Fondazione Pier Lombardo che riaprirà la piscina chiusa dal 2006. Tante novità, non tutte approvate dai comitati di zona

Come sarà la piscina Caimi (foto Giambertone)

La piscina Caimi, nota anche come la “Botta”, chiusa dal 2006 perché non rispondeva più alle norme Asl sarà riaperta entro il 2013 e ristrutturata, integrando le attività acquatiche con quelle del Teatro Franco Parenti. Una prima bozza del progetto che sarà dato in concessione alla Fondazione Pier Lombardo – partecipata di Comune, Provincia e Regione - è stata presentata lunedì sera nel teatro: la piscina sarà restituita ai cittadini, ma non tutti sono d’accordo sulle modalità.

Il progetto prevede una ristrutturazione “morbida”, cioè che non toccherà la forma originaria della piscina costruita negli anni ’30. Nel nuovo impianto ci saranno pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua e saranno utilizzate tecniche avanzate – come l’ozono – per il riciclo delle acque grigie. La vasca principale, 50 metri, sarà riorganizzata e (visto che una palazzina in costruzione farà ombra) ridotta di un quarto per far posto a un nuovo solarium, sotto il quale ci saranno i macchinari per la pulizia dell’acqua. Ma alcuni comitati – come il Vasari-Botta – si sono opposti alla proposta presentata dall’assessore Bisconti al Teatro Parenti.

Il piano, già approvato in consiglio di Zona 4, consentirà al Comune di mantenere la proprietà dell’impianto che però sarà ristrutturato a spese della Fondazione (circa 3 milioni di euro), alla quale sarà affidata la gestione delle attività “integrate”. Una piscina che sarà anche un centro ricreativo e culturale.

La firma sulla convenzione tra Fondazione e Comune non è ancora avvenuta e il progetto presentato al Teatro – lamentano alcuni – non ha un piano economico finanziario chiaro, e non spiega quali tariffe saranno applicate per i cittadini nel weekend, lasciate per ora alla discrezione della Fondazione che ha messo in preventivo prezzi “comunali” solo nei giorni feriali, dalle 14 in poi.

Altri si sono lamentati della mancanza di proposte alternative, e Chiara Bisconti ha spiegato che “aprendo un bando si sarebbero allungati i tempi di almeno due anni”. Ma la Fondazione cosa ci guadagna? Ci saranno delle attività commerciali su un lato della piscina, oltre agli eventi in collaborazione col Franco Parenti che serviranno per rientrare delle spese. Al Comune saranno concessi 6 giorni all’anno per attività gratuite.

Alle critiche mosse durante la serata (e culminate con uno striscione "Il quartiere vuole la sua piscina"), l’assessore allo Sport ha risposto aprendo a ulteriori suggerimenti – tra cui concordare un tetto massimo di prezzi e agevolare le tariffe anche durante la pausa pranzo - ma spiegando che “questa è l’unica via percorribile, per mancanza di fondi da parte del Comune e perché la Fondazione è quella che offre il bene maggiore a sue spese. Con 3 milioni di euro questo è il massimo che si poteva fare”. Intanto la piscina, abbandonata al degrado da anni, avrà nuova vita, e non è poco.

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